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lunedì 22 dicembre 2014

2015 l'anno della trasparenza

Vorrei che il prossimo anno fosse (finalmente!) proclamato l'anno della trasparenza. In ogni cosa, ma nel caso dei mutui, soprattutto, nella promozione. Con una chiarezza che trovo ad esempio in una nota banca spagnola dove si scrive  Euribor + 1,80% per indicare il tasso e non semplicemente un 1,80% sparato bello grande che poi richiama le spiegazioni ascoltate in filiale: "Il nostro mutuo ha un tasso dell'1,80%!". Lo ripeto, attenzione: quello è lo spread, la maggiorazione, e se è vero che oggi con un Euribor prossimo allo zero è in pratica il tasso (quasi) finito, in futuro non lo sarà più. Quella pubblicità in spagnolo recita: "Un mutuo trasparente". Ecco una bella e semplice idea.

La trasparenza deve essere anche un sito dove si capisca subito che si è dentro una banca e non in giro a cercare amici, giocare, fare altro. Purtroppo si cerca di attirare l'attenzione perdendo la propria anima. Attenzione, quindi: fate capire signori del marketing e della comunicazione che la banca E' UNA BANCA e non una cosuccia che assomiglia a un e-commerce, a un social network, a un sito dove si fa altro, insomma. Con tanto di segnalazione che tutto il sito e non solo l'area riservata è sicuro e protetto.

La trasparenza è anche un foglio informativo non lungo chilometri di parole scritte piccoline e senza dare un attimo di tregua a chi vuole capire: spiegate, siate chiari e trasparenti anche qui e soprattutto fate in modo che si possa capire subito quanto si paga un servizio, un prodotto.

La trasparenza, infine, è cercare di fare bene il proprio lavoro: io non sopporto chi lavora ovunque ma soprattutto in una banca e sbuffa se deve parlare con un cliente. Non alza gli occhi da quel che sta facendo quando ha davanti una persona. Anche se ha pochi soldi, quelli sono tutta la sua vita. Il compito di chi gestisce il denaro è delicato e importante insieme.

Con questo i migliori auguri a tutti coloro che mi leggono dal 2003. Nel 2015 chiuderò questo blog per dedicarmi al nuovo portale di Of dedicato ai Viaggi e Denari, OfTravel, che apre a breve. Vi aspetto numerosi.

lunedì 15 dicembre 2014

Allo shopping del prestito

Qui si stanno confondendo le acque. Mentre le banche si impegnano - anche solo in annunci - nello shopping online, chi si occupa di shopping e pagamenti online da anni, ovvero eBay e PayPal annunciano di volere allargare la loro sperimentazione di prestiti per ora solo ai negozianti a tutti. E così c'è chi si lamenta, come Roberto nella community Aiutoooo.com: "le banche un tempo davano prestiti a chi metteva su una attività, oggi vendono biciclette e macchine del caffè..." mentre c'è chi consiglia: "Se vuoi fino a 60mila euro chiedilo a PayPal".

Ecco qua il cambiamento epocale.

Non è la prima volta che accade. A metà dell'800 furono le Poste a fare le scarpe, si dice così, alle grandi banche gestite dalle grandi famiglie ebraiche di banchieri mentre Karl Marx osannava le Poste come "banche del popolo". E' un bene? Un male?

E' un bene se questa decisione di PayPal, e nel prossimo futuro anche delle grandi big della new economy come Amazon, Apple, Google eccetera, porterà nuova liquiditàa buon mercato a chi ne ha bisogno per lavorare, creare lavoro, eccetera. E' un bene se l'e-commerce bancario porterà ad abbassare i prezzi dei beni e a fornire uno strumento semplice ed economico per avere prestiti e pagare così a rate senza rimetterci la camicia.

Il male può venire solo se dall'una e dall'altra parte si cercherà solo di far pagare di più un prestito che oggi con tassi politici (BCE) così bassi deve rimanere adeguatamente basso. Anche nei mutui, potrebbero nascere nuove compagnie capaci di aiutare a mettere su casa a tassi competitivi.
Attenzione, dunque, a fare attenzione al cliente. Perché non è stupido o tonto, ma  è oggi molto più formato e informato degli stessi funzionari delle banche. Occorrono strumenti adeguati, e ci sono, ma vanno usati, per fare meglio un lavoro nuovo e antico insieme: vendere buoni prodotti al prezzo giusto.