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martedì 7 luglio 2015

mutuo spread tasso costo

Il titolo è provocatorio. Invece di un senso compiuto un insieme di parole cercate in google.com trends, il nuovo vocabolario moderno dove le parole hanno un senso grafico in base a quante ricerche sono fatte. Perché ho voluto fare questo gesto: perché in effetti, il metodo di google può essere efficace per capire qualcosa sul mutuo casa oggi. Primo: mutuo e tasso sono due termini che vanno insieme, sono intrecciati come due rametti di edera o di una vite. Mentre spread ha un andamento con grandi salite e altrettanto rapide discese, segno che suscita interesse solo per brevi periodi, e più che interesse direi che provoca preoccupazione. Il costo è una voce in rapida crescita. Perché anche se si nega, l'inflazione c'è ed è spinta dal tanti fattori, basta leggere il prezzo delle albicocche, frutto di stagione, al super mercato: dovrebbero costare meno di un euro al chilo costano più di 3. A Milano. Ebbene, cosa c'entra con il mutuo. C'entra. Vuol dire che i tassi sono ancora bassi perché la BCE ha azzerato i suoi di riferimento, ma non è detto che, soprattutto dopo il caso Grecia, questa manna continui a piovere dal cielo. Si badi bene, una manna soprattutto per chi il mutuo ce l'ha variabile e per le banche. Ma è una manna che cade anche per chi vuole rinegoziarlo il suo mutuo, magari chiuderlo in anticipo sui tempi oppure al contrario posticipando la data della fine del debito per vivere con minore angoscia il presente (Leggi qui In OfNews.it) 

Ma i costi, al contrario, aumentano. E quindi a volte bisogna fare attenzione se si vuole "surrogare" un prestito a capire bene quanto costi effettivamente. E lo spread? Intanto chiariamo subito che un conto è lo spread applicato a un mutuo e un conto lo "SPREAD" di cui si legge e si sente parlare adesso ancora una volta in toni allarmistici: lo spread BTP italiani e Bund tedeschi risale, c'è la speculazione post Grecia. Questo è un male per le banche soprattutto e per il debito italiano.

Ma state tranquilli, lo spread con la s minuscola, quello che è nient'altro che la maggiorazione, il guadagno della banca sul tasso d'interesse europeo, Euribor per il variabile e IRS per il fisso, è in calo e anzi calerà ancora. Proprio perché in previsione invece la BCE sarà costretta a fa risalire il tasso per mantenere la Grecia e non solo quella nazione. Tasso BCE più alto anche se di poco significa mutuo variabile più caro. Quindi, ancora una volta, se si negozia per un mutuo prima casa meglio un fisso oppure mutui interessanti che oggi partono variabili e già fissano un tasso con IRS per il futuro.

giovedì 4 giugno 2015

Tassi europei al palo? Sì forse, ma...

Chi ha un mutuo a tasso variabile può continuare a dormire sonni tranquilli, chi ha sottoscritto un mutuo con rata fissa e tasso e durata variabili ancora di più. Ma chi deve sottoscrivere un mutuo oggi e per un periodo lungo, almeno 15 anni, cosa deve fare? Ecco che si presenta la consueta domanda. A cui rispondo con tre punti fermi: primo, pensa non al tasso ma a quanto guadagni, guadagnerai e quanto soprattutto spendi e spenderai. Si parte da questo. Secondo: i tassi dovrebbero rimanere come l'inflazione bassi (sono in pratica azzerati) ancora per almeno un anno, ma dalla metà del 2016 potrebbero risalire anche in fretta, ovviamente se  non avverranno grandi cambiamenti, fino a quota 1,5%. Attenzione, quindi, allo spread applicato dalla banca. Leggi un esperto (Gabetti) qui.
Terzo e ultimo punto fermo: scegli bene il tuo partner, la banca di riferimento, non solo in base al tasso, ma anche in base ad altri prodotti e servizi, soprattutto il conto e il deposito remunerato, i prodotti di risparmio eccetera, oltre a servizi utili per la vita quotidiana come le carte di pagamento. Per le migliori offerte delle carte prepagate, ad esempio, consulta il nostro Data Base Prodotti Bancari da questa pagina. 

giovedì 7 maggio 2015

3 NO: al prestito per la vacanza, al prestito vitalizio e (perfino) al mutuo

Le famiglie italiane sono prudenti, anzi prudentissime. Risparmiano, fanno i conti e dicono NO. Le proposte di prestiti per le vacanze (leggi qui in OfNews) ad esempio sono anche interessanti, solo che di fatto non interessano perché se i soldi non li hai la vacanza la fai in altro modo oppure ci rinunci e stop. Lo stesso per il NO al prestito vitalizio, troppo caro. Meglio stringere la cinghia o chiedere prestiti ad amici e parenti o pagare a rate, come ormai si fa comunemente anche per le spese condominiali. I tassi così bassi potrebbero essere una opportunità per chi presta denaro, ma di fatto in un momento di forte crisi e soprattutto di abitudine alla crisi, la gente dice NO e basta. Perfino il mutuo, anche se la domanda sembra essere ripartita, di fatto non è più quello duna volta. E quindi serve altro per venderlo (leggi qua).