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venerdì 10 ottobre 2014

Riparte il Fondo prima casa per le giovani coppie. Questa volta funzionerà?

Non  lo trovo ancora pubblicato sul sito della Consap che è la Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici, in pratica un assicuratore pubblico, ma la notizia è riportata dalla stampa: è stato rifinanziato e riparte l'attività del Fondo di garanzia per i mutui che dovrebbe aiutare soprattutto i più giovani entro i 35 anni di età, preferibilmente in coppia, ad acquistare la prima casa. Anche senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Lo aveva caldeggiato anche il direttore di Of Vito Di Dario il 29 settembre scorso a radio RTL (vedi e ascolta qua). 

Il precedente Fondo non aveva funzionato molto bene, di mutui se n'erano sottoscritti pochissimi: il problema riguardava lo spread applicabile che secondo le banche era troppo basso. Per questa tornata bisogna fare riferimento al Taeg Mef , che è l'indice entro cui una banca deve predisporre la sua offerta: ad oggi per un variabile non si deve superare un tasso finito del 3,66 e per un fisso del 4,85%.
Oggi le banche si sono attrezzate con offerte tutte sotto il 3%, anzi per importi fino al 50-60% ci sono spread sotto il 2%. Quindi la macchina è pronta. Si tratta di verificare se ci saranno richieste consone perché bisogna che il giovane non possegga altri immobili e abbia le opportune garanzie. La banca può sempre rifiutarsi di concedere il mutuo.

Come ho più volte sostenuto, il problema non è il mutui, ma la garanzia del lavoro stabile, che per un giovane è difficile da ottenere e dimostrare. Nel nostro Paese falliscono anche società storiche che si credevano stabili e inamovibili, se n'è andata anche la FIAT, fare l'imprenditore è ormai una impresa disperata. Quindi penso che anche questo Fondo non riuscirà a fare molto per questo mercato. Ma tant'è, è comunque una dimostrazione di interesse verso i più giovani. Segnalo che in questo campo si stanno dando da fare moltissimo le BCC che hanno inondato di pubblicità con mega tabelloni anche le città come Brescia. Mentre banche storiche come MPS hanno ricominciato a fare promozione - a tempo determinato - con offerte sotto il 2% anche fino all'80%.

Vedi in mutuiaconfronto.com







martedì 2 settembre 2014

Euro forte. Mutuo debole. Euro debole. Mutuo?

Non ho ancora capito bene in che modo i tecnici BCE riusciranno a indebolire l'Euro ma questa è la strada segnata per salvare l'Europa da una crisi che ha sfiancato tutti, Francesi e Tedeschi compresi. E se l'Euro forte con una economia debole ha fatto scendere in picchiata i tassi prossimi allo zero per chi ha un mutuo a tasso variabile è stata (finalmente) una pacchia. Ma anche per chi ha scelto un mutuo a tasso fisso nel periodo migliore di sempre, cioè un anno fa.

Ma ancora oggi le offerte sono numerose e anzi c'è già chi è sceso sotto la fatidica quota 2% per lo spread (Credem da ieri), anche se solo per chi chiede la metà del prezzo dell'abitazione. La domanda che serpeggia però è la seguente: e se adesso l'Euro s'indebolisce? Che si fa? Niente. I tassi rimarranno bassi ancora a lungo - Draghi dixit. Inoltre, con Euro debole è possibile o anche probabile che torni la voglia di acquistare da parte di investitori stranieri e quindi i prezzi delle abitazioni dovrebbero rimanere stabili o anche salire. Buone notizie per chi la casa e il mutuo ce l'ha già. Per chi invece non ha nè l'una nè l'altro si pone l'interrogativo: il lavoro e i salari rimarranno precari e bassi ancora a lungo? Perché il mutuo va da sempre a braccetto con il lavoro. Manca il lavoro, i salari sono bassi, il mutuo non si riesce ad ottenere. La banca non è cattiva, è prudente. Punto.

Allora che si fa? Niente di nuovo: bisogna che chi governa si preoccupi prima di tutto di lavoro, di creare posti di lavoro, di aumentare i salari premiando ovviamente chi fa di più e meglio.
Per il resto, le occasioni di acquisto non mancheranno perché l'offerta è ampia e variegata e da almeno un paio d'anni anche di buona qualità.