giovedì 9 maggio 2013

Quando il mutuo cambia la società

Oggi un top manager di un grande gruppo bancario ha - credo incosapevolmente - cambiato la società italiana. Lanciando un mutuo. Il mutuo in questione non ha niente di straordinario in sè: lo spread è sempre del 3% o anche di più, è variabile, variabile con Cap e fisso eccetera eccetera.
Quello che cambia è che possono richiederlo le giovani coppie anche se non sono sposate, nè lo sono di fatto. In pratica basta che due giovani abbiano ciascuno un lavoro, anche a tempo determinato e un reddito che riesca a sostenere la rata e il contratto si fa.
 Niente fondo di garanzia giovani coppie, sposate in chiesa o non, niente coppie di fatto. Bastano due giovani. Anche due donne, anche due uomini? Non è stato specificato, ma pare di sì.
E' una rivoluzione che, spiega il top manager, nasce dalla constatazione che niente sarà più come prima: ormai abbiamo subito perdite come in guerra, ci sono cadute addosso quattro bombe e ci tocca vivere sotto le macerie. La prima bomba è, appunto, la mancanza di lavoro a tempo indeterminato. Che non tornerà mai più. La seconda la crisi finanziaria, la terza bomba le tasse ormai arrivate a quote insostenibili e la quarta la completa mancanza di fiducia. Non mancano i prestiti, afferma, mancano i clienti. Che vi dicevo io? Lo sostengo da tempo, contrariamente a quanto scrivono i giornali. I mutui sono a zero perché non ci sono più clienti. E non ci sono clienti perché c'è molto sconforto e soprattutto manca il lavoro. Mio nonno mi raccontava che quando si sposò, lui prima in chiesa e poi in comune, non aveva certo una casa di proprietà, ma nemmeno un letto, ancora solo un materasso. Si costruiva un po' alla volta. Mio padre prima di acquistare casa ne cambiò credo cinque o sei. Adesso si parte dalla casa e forse dopo si costruisce la famiglia.
Speriamo che questo sia un cambiamento felice nella infelicità della mancanza di lavoro.

venerdì 3 maggio 2013

Scende il tasso BCE. In attesa della discesa degli spread

Con uno 0,50% di tasso di rifinanziamento della Banca Centrale Europea attendiamo con ansia che gli spread applicati dalle banche scendano e scendano in fretta. Magari anche di 50 punti base, perché no? Bisogna abbandonare il 3% per un 2,5% o anche di meno. Bisogna riaprire i rubinetti. Chi prima arriva meglio alloggia.
E a proposito di alloggi, sto verificano personalmente che nemmeno gli affitti sono in calo, ma al contrario sono in aumento. D'altra parte, con pensioni risicate chi ha una casetta da affittare cerca di trarne il massimo vantaggio. In più se un inquilino può permettersi di più vuol dire che è più affidabile.E quindi, tempi amari per chi la casa non ce l'ha.
Sarebbe fantastico in questo frangente riuscire a dare modo a chi ha mutui ancora troppo cari di ridiscuterli a tassi vantaggiosi per chiudere il debito in tempi più rapidi, pagando una rata maggiore oggi.
Mi spiego: tassi così bassi non possono durare ancora per molto. A meno che non continui la dissoluzione del mondo occidentale e si vada perso una vera catastrofe sociale. E allora?
Allora sarebbe splendido potere ridefinire il prestito su tassi più bassi. In modo da chiuderlo in fretta. Con un mutuo variabile a rata fissa molti sono riusciti a chiudere in tempi più rapidi del previsto il loro mutuo (ricordate il "sonni tranquilli" tanto vituperato? Ebbene come dicevo io in tempi non sospetti, cioè nel 2007, era un ottimo mutuo). Adesso dovremmo riuscire a potere avere un mutuo che prevede rate più elevate all'inizio per poi scendere nel tempo. Mutui così sono spariti dai listini. Torneranno?

mercoledì 24 aprile 2013

Scende lo spread: si apre il mercato del mutuo

Torna la bella stagione per i mutui. Da oggi lo spread è sotto la soglia 270 (leggi qua), che, come ammetteva il manager UniCredit a Of (leggi qui) era considerata la soglia critica dalle banche per tornare a fare credito. Torna quindi il bel tempo nel MetoMutuo di Of (vedi qua) e il sole brillerà ancora di più quando la BCE taglierà di un altro quarto di punto i tassi. Le case, intanto, costano un po' meno, non moltissimo (leggi qua), ma sempre meglio di niente. Il problema che permane è il lavoro: chi non ha lavoro o ha un lavoro precario non può pretendere di accendere un prestito che dura anche 20-30 anni. Il prossimo Governo dovrà fare da garante e comunque lavorare e molto sul tema lavoro e soprattutto lavoro giovanile.
In questo contesto quindi, solo buone notizie.
Si tratta di vedere se sarà proprio così. Mandate vostre osservazioni ed esperienze anche via email qui. Vi risponderò coem sempre privatamente.