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lunedì 19 settembre 2016

A quando l'ultima volta che sei andato in banca?

Anche il responsabile della pagina economia del famoso foglio granbrittanico The Guardian scrive che nonostante la sua professione lo porti ovviamente a interessarsi di denaro non è mai stato nella filiale della sua banca nemmeno una volta quest'anno. E si chiede quando le filiali delle banche faranno la fine dei negozi Blockbuster (quelli che per ricordarlo prestavano le videocassette di film e i DVD dei videogiochi "tanti" anni fa) - Leggi in OfNews.tv di oggi.  
Ebbene la domanda la giro a tutti voi: quante volte siete stati in banca negli ultimi 12 mesi? Una volta per depositare un assegno (anche se in molte banche non serve nemmeno questo dato che si può fare da un ATM "intelligente")? Oppure per chiedere un mutuo (ma anche questo si può fare da home banking dopo aver fatto una simulazione online)? O ancora, forse per chiedere consigli e dare disposizioni per un investimento (più facile farlo da web o da App)? Nemmeno, giusto? E allora a cosa servono le filiali, pur belle magari come quelle magnificate da Of nel suo volume "2016 Milano. Le Banche più belle del mondo" (vedi al sito banchebelle qui).
Per UniCredit, ad esempio, servono per vendere macchine per il caffè e per cucinare, bici e smartphone e altro ancora pentole comprese ma ben presto saranno diverse le banche a esporre in vetrina qualcos'altro. Le vetrine sono vetrine e se si possono riempire di video con belle immagini perché non vendere, nell'ordine, viaggi, biglietti per eventi culturali, sportivi, di quartiere eccetera? Ne scriviamo in La Bussola di settembre leggi qui.

mercoledì 31 agosto 2016

Il tasso che uccide il mutuo

Chi l'avrebbe detto che la "famosa" Woolwich dei mutui super innovativi poi diventata Barclays oggi sarebbe diventata CheBanca!-Mediobanca? Un Gruppo italiano completamente differente da quello inglese e con obiettivi completamente differenti. Tra l'altro Barclays paga Mediobanca per prendersi tutte le sue attività italiane. E non poco (240 milioncini di euro). Come mai? Dove sta l'inghippo? Nel pacchetto ceduto dal gruppo inglese non ci sono sofferenze (solo prestiti performing con immobili residenziali in garanzia). Secondo alcuni questa transazione rileva il punto: 'l'attività bancaria retail in Italia è un business talmente poco redditizio prospetticamente che può valere meno di zero anche in assenza di crediti incagliati o NPL'. Ma da quello che so io dopo anni di conoscenza approfondita del mercato e anche della Barclays il problema è che quella banca ha seri problemi proprio in UK e che quindi non riesce managerialmente a gestire nient'altro che il core business in patria, per adesso. Ha fatto troppi pasticci, deve pagare troppe multe, deve rifarsi una verginità. E inoltre in Italia si era staffata eccessivamente di filiali (molte chiuse tra l'altro) e di personale (sono in tutto ben 600 le persone che passano a CheBanca! non uno scherzo). Riusciranno i bravi manager di CheBanca! (che ha ottenute buone performance ma non ha poi un così gran numero di clienti rispetto all'ingente sforzo in pubblicità e promozione profuso in questi anni)a gestire il tutto? Staremo a vedere. Ma dire che in Italia il retail bancario non è un buon business è una assoluta stupidaggine. Quello che è invece certo è che il tasso europeo a zero e la volontà di mantenere una inflazione bassa, sta uccidendo il mutuo. Il che è davvero strano in un momento in cui proprio i tassi bassi lo rendono vantaggioso. E da qui in avanti le banche cercheranno di proporlo sempre meno o comunque con pochi "regali" promozionali. Mentre quello che cercheranno di promuovere è il prestito, soprattutto a chi ha un reddito fisso come i pensionati.

venerdì 26 agosto 2016

Mutui d'estate

Da luglio, gli spread dei mutui hanno iniziato una discesa in quasi tutte le banche sotto la soglia dell’1%. La percentuale di guadagno della banca, che viene utilizzata per calcolare il costo mensile del prestito insieme al parametro di riferimento (Euribor per i variabili e IRS per i fissi), infatti, dopo gli anni più acuti della crisi finanziaria è in diminuzione. Se poi si considera che i tassi di riferimento non sono mai stati così bassi (l’Euribor è addirittura negativo), ne risulta un quadro potenzialmente molto vantaggioso per chi ha la necessità, oggi, di chiedere soldi a prestito per finanziare l’acquisto della casa. E non mancano le offerte sul mercato, spesso in scadenza a breve termine, per lo più al volgere dell’estate. Per verificare le offerte ancora valide a fine agosto leggi qui