giovedì 11 marzo 2010

Perché il mattone è sempre il primo investimento


Tutti i risparmi delle famiglie italiane se ne vanno nella casa, per acquistarla, ristrutturarla, arredarla, ampliarla. Non solo: se si ha una casa e altri risparmi si pensa ad acquistarne un'altra per il figlio o la figlia, per le vacanze e per investire, per non lasciare il denaro sul conto allo zero virgola qualcosa oppure investito in qualcosa di troppo rischioso. L'investimento in una casa è sempre a lungo termine. E se si affronta chiedendo un prestito, un mutuo, anche questo ha un termine di 20 e anche di 30 anni. In alcuni casi ci sono banche che offrono mutui fino a 50 anni per acquistare una casa più bella, più grande, in centro invece che in periferia, senza però accollarsi rate eccessive.

Ebbene da oggi, potete trovare utili indicazioni su come trovare la casa dei sogni in città come al mare, ai laghi o in montagna, in Italia piuttosto che all'estero nel nuovo portale Case@Confronto che OFNetwork, il network di siti che dirigo, ha appena aperto. Da questo sito potete anche trovare le indicazioni sui mutui.

Attendo anche su questi temi le vostre domande a cui risponderò facendomi aiutare da chi ne sa molto più di me. Ricordatevi anche di postare usando la community Virgolette.net. Buona lettura.

martedì 26 gennaio 2010

Un 2010 ad occhi aperti

Iniziate l'anno con gli occhi ben aperti. E chiedete sempre consiglio. Vi racconto il primo caso di successo. Il signor X surroga il suo mutuo e solo al momento della stipula, mentre il Notaio legge il contratto, si accorge di una clasuola che permette alla banca di variare le condizioni secondo l'articolo 118 del TUB, che sta per Testo Unico Bancario. Chiede a me cosa fare e gli consiglio di non firmare il contratto (segui il botta e risposta su Virgolette.net), ma di chiedere al suo Notaio di stralciare tale clausola dato che è illegittima per un mutuo.

In effetti questo articolo è utilizzato in molti i contratti di mutuo, se andate a vedere, oltre che su tutti quelli di conti, prestiti eccetera. In base a questo articolo, il cliente, una volta informato del cambiamento delle condizioni, può rescindere il contratto entro 60 giorni. Solo che per un mutuo, che impegna cifre raggauardevoli e difficilmente restituibili, mentre una surroga è comunque qualcosa di molto oneroso almeno in termini di tempo, questo articolo non è applicabile. La giurisprudenza è chiara. E lo ribadisce anche un documento del Ministero dello Sviluppo Economico (Leggi qui). C'è più di una sentenza, inoltre, che ammette come "non applicabile" la clausola contrattuale che conferisce alla banca la facoltà di variare il tasso applicato al mutuo o altre condizioni relative allo stesso in relazione all'andamento del mercato, "ove tale formula", leggo in un testo di giurisprudenza "non contenga alcun criterio oggettivo di riferimento...e rimetta, pertanto, un'eventuale variazione alla mera discrezionalità della banca". L'articolo 118 si applica, in sostanza, solo a contratti a tempo indeterminato.

Il Signor X ha anche informato la banca che sarebbe ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, il nuovo organismo a cui è indispensabile appellarsi in caso si voglia far valere qualche diritto in via extragiudiziale (Leggi qui). La banca, che in un primo tempo aveva detto che non si poteva far proprio niente accampando scuse quali l'urgenza, come fanno quasi sempre, di fatto ha fatto marcia indietro e ha cambiato il contratto in favore del cliente. Perché l'Arbitro è uno strumento utile? Per la banca è un deterrente formidabile prima di tutto perché la procedura, una volta avviata secondo le modalità corrette, la costringe a versare 200 euro subito e poi a seguire con attenzione il caso. Rischia infatti di apparire in una lista dei cattivi o blacklist pubbicata a sue spese sui principali organi d'informazione. Consiglio quindi a tutti, qualora evidenziassero problemi con la propria banca, di non arrabbiarsi e richiedere subito l'intervento di un costoso legale, ma di seguire la procedura richiesta dall'ABF. Secondo me, e mi direte se sbaglio, basterà informare di avere proceduto in questo senso e la banca cambierà atteggiamento. Provare per credere.

martedì 24 novembre 2009

Natale in Banca

Le occasioni fioccano a Natale anche sul web. Soprattutto sul web. Mai come quest'anno anche da noi il Natale porta tanti bei prodotti da tutto il mondo acquistabili con un paio di clic e con una carta di credito. Il problema sono le truffe, gli scam, come ha informato anche McAfee con il suo elenco delle 12 truffe di Natale (Leggi qui). Ma si tratta comunque di fare attenzione e di usare, possibilmente, una carta prepagata visto che oggi sono identiche alle carte di credito nelle funzionalità e in più sono sicure perché è possibile riempirle con il denaro che serve e niente di più e in alcuni casi anche disattivarle subito dopo l'uso (Leggi qui)

Proprio la prepagata è l'idea regalo delle banche a Natale. Idea non nuova, prima ad offrire la sua, era stata Banca Sella già nel 2006 con cofanetto regalo. Oggi UniCredit Banca propone la sua nuova Genius Card in formato ragalo per figlio o figlia (la pubblicità prevede solo un ragazzo barbuto chissà come mai...) e lo fa anche Intesa Sanpaolo per la nuova SuperFlash che, tra l'altro, per chi è milanese, è proposta nella nuova versione PayPass per pagare fino a 25 euro senza inserire Pin o strisciare la carta, una specie di borsellino elettronico senza contatto (contactless).

Veramente Intesa Sanpaolo chiama a raccolta a Natale chiunque non abbia idee regalo innovative e propone molto di più: mutui, prestiti agevolati, il conto zerotondo, e così via. L'anno scorso una BCC invitò addirittura Babbo Natale in filiale per attirare famiglie con bambini.

L'idea migliore quest'anno, però, secondo molti, potrebbe essere quella proposta da alcune associazioni di consumatori: anticipare al 15 dicembre, meglio ancora sarebbe al 13, giorno di Santa Lucia ancora festeggiata nel Veneto e in alcune località del Centro Sud, la cosiddetta moratoria dei mutui e prestiti prevista o comunque annunciata per gennaio 2010 da Abi. Sarebbero "circa 400mila i nuclei familiari interessati da una forte diminuzione del reddito, causata da cassa integrazione e licenziamenti, oltre che dagli effetti della crisi economico-finanziaria", si legge in una nota delle Federconsumatori. Tutto questo mentre le banche hanno già messo le mani avanti e affermano che sulla moratoria, pur giustissima, ognuna deciderà per sé.

Ultima ora: Leggi qui l'accordo sulla moratoria