Adv

martedì 2 dicembre 2008

Tasso di Stato

Mi state tutti chiedendo una cosa: la decisione del Governo di plafonare i tassi variabili al 4% cosa comporta? Cosa è meglio fare? Sono soprattutto coloro che hanno già rinegoziato o surrogato, spesso con grande fatica, il loro mutuo passando a tasso fisso a pormi questa domanda.

Lo so che è antipatico ripeterlo: ma io ve lo avevo detto. Lo avevo detto che i tassi sarebbero scesi e di non passare a tasso fisso a meno che non fosse un ottimo mutuo con spread bassissimo. Tanto che l'avevo anche segnalato in una delle interviste (leggi qui quella Rosaria Amato su repubblica.it) e per questo mi ero pure presa della "incapace" in alcuni forum: tassi che scendono? Non sia mai!


Ancora oggi leggo sui quotidiani che ci sono alcuni "guru" (che poi in realtà vendono mutui) che consigliano di fare un bel mutuo a tasso fisso. (Chi sono? Gli stessi che negli anni scorsi consigliavano i "dannati" variabili, l'archivio di Google è lì).

Ripeto: il mutuo a tasso fisso va fatto quando i tassi sono bassi, il mutuo variabile, al contrario quando sono elevati. E ancora: un mutuo a tasso fisso costa di più, ma mette tranquilli, soprattutto se è restituibile sul lunghissimo periodo, trent'anni e più. E' un rischio che si prende anche la banca. Mentre il variabile va gestito, un variabile "puro" ha poco senso, meglio un misto con diverse opzioni per tutti i gusti. Il variabile sposta il rischio sul cliente della banca, che però ne può anche trarre vantaggio, se lo gestisce bene. Tutto questo aveva un senso fino a ieri l'altro, quando il Ministro Tremonti ha scompaginato le cose. E ha introdotto una nuova tiplogia di tasso: il tasso-di-Stato. Il tasso-di-Stato è un tasso plafonato per legge. Non è ancora chiaro se il tasso-di-Stato al 4% comprende anche lo spread che le banche applicano per il loro guadagno. Non si capisce se il suo valore sarà cambiato, sempre per decreto.

Però una cosa è certa: lo Stato ha deciso di governare a pieno diritto il mercato dei mutui. Di fatto, premiando, come avviene in tutti i regimi di Stato, chi ha sbagliato e punendo chi invece ha fatto bene: la banca che si è assunta rischi con i tassi fissi non riceve alcuno sconto d'imposta diversamente dalle banche che hanno riversato l'onere del rischio sui clienti, che al contrario saranno avvantaggiate. Questa decisione introduce un virus nel corpo del mercato bancario: chi non ci dice che poi che il Governo deciderà il tasso di remunerazione sui conti correnti? Tanto la carta prepagata di Stato - la social-card - l'ha già fatta.

Cosa cambierà dunque? Per molti degli operatori del settore, alcuni li ho anche sentiti personalmete, non cambierà niente, perché i tassi variabili stanno già scendendo e se la BCE taglierà ancora di 50 punti base i tassi scendendo a quota 2,75% sarà molto facile che i tassi si attestino al 4% (cosa che si sapeva, tanto che l'avevo detto alla tramissione Cominciamo bene di inizio anno che potete ascoltare qui). E per chi ha scelto un tasso fisso? Se volete stare tranquilli, consiglio di tenervelo ben stretto e basta. A meno che non sia un tasso che superi il 6,9% su base mensile, allora chiedete di dimuire lo spread o di rinegoziarlo.
» Leggi anche questo articolo su OF

Per dire la tua vai a Mutuiaconfronto.com

Nessun commento: