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martedì 15 settembre 2009

Tre storie dell'estate
Come farsi la casa (senza il mutuo!)

Le vacanze sono passate da un po'. Il tema mutui non mi ha abbandonato, mai. Perché chi più, chi meno tutti ormai hanno avuto a che fare con una banca e con un finanziamento. E visto che sono diventata, mio malgrado, la "signora dei mutui", mi parlano tutti dei loro problemi. Tra i tanti ho scelto tre racconti emblematici. Perché sono tre casi in cui le persone, tutti giovani, avevano chiesto un prestito per la casa dei sogni, ma ne hanno fatto a meno. Almeno in Italia. C'è il caso di Mariangela, che doveva ristrutturare la casa dei suoceri per andarci ad abitare con il marito e per questo ha chiesto un mutuo, garantito dai genitori, alla banca dove i suoi e lei stessa avevano depositato anno dopo anno stipendio, pensione e i sudatissimi risparmi. C'è il caso di Pietro, che si deve sposare a breve e vorrebbe chiedere il denaro per costruire una casa accanto a quella del padre e che lo ha chiesto alla sua banca, alla quale non bastavano come garanzia nemmeno i due stipendi onoratissimi da dipendente a tempo determinato dei due nubendi. Ci voleva anche la fidejussione del padre. E così Pietro ha trovato un'altra strada. E c'è, finalmente, Anna che ce l'ha fatta, a comperare casa con l'aiuto di una banca. Ma non Italia. I nomi sono ovviamente di fantasia.

Mariangela
Lei è infermiera professionista in ospedale e il marito è imprenditore. Figlia unica di genitori con pensione e casa di proprietà. Il marito ha la mamma anziana che vive in una casa di proprietà grande, ma da sistemare se si vuole abitare insieme senza pestarsi i piedi e con tutti i servizi nuovi ed efficienti. Si fanno due conti la sera insieme e cifra più cifra meno il budget è di 70mila euro: ci sono da rifare tetto, bagni, infissi, buttare giù qualche muro e tirarne su qualche altro. C'è da pagare il geometra, l'arredatore, i muratori, l'idraulico, l'elettricista, in altre parole una vera impresa. I preventivi sono chiari: meno di 60mila non si fa niente e poi c'è quel caminetto così bello...Mariangela chiede 50mila euro alla sua banca, dando in garanzia i 20mila messi insieme con i risparmi. Il direttore ovviamente non li conosce nemmeno anche se hanno il conto lì da almeno 35 anni, da quando la filiale apparteneva alla Popolare che oggi fa parte del grande gruppo internazionale. Guarda il cedolino di lei e storce il naso, chiede il 740 del marito e storce il naso: è imprenditore, oggi va bene, ma domani. C'è la crisi nel settore in cui lui lavora. Mariangela fa intervenire mamma e papà. La mamma, agguerittissima, riesce a strappare un buon tasso fisso per un periodo di 15 anni. Tutto bene. Fino a quando non si va a fare il contratto: il Notaio legge lentamente, per fortuna, e così si viene a scoprire che il prodotto non è affatto a tasso fisso, ma misto. Parte cioè con un fisso a 5 anni e poi si vedrà. Il direttore non c'è, ma il Notaio si fa dare la documentazione e si scopre, tra le righe scritte in corpo 8, che dopo 5 anni in un caso o nell'altro il tasso sarà diverso, potrebbe andare bene, ma anche male. "Alt", il contratto non viene più sottoscritto. La mamma e il papà si sentono presi in giro e provvedono subito a chiudere anche il conto e così fa pure Mariangela. Meglio i soldi sotto il materasso. Al diavolo la vecchia cara banca. Che si fa? Mariangela si fa due conti e capisce che i preventivi lievitano soprattutto, perché tutto il materiale, dagli infissi, all'arredo bagno vengono caricati di costi non così chiari. E così inizia a chiedere in giro a chi vende arredo bagno, infissi, marmo, perfino la calce e il gesso, il colore per i muri. Trascorre i fine settimana in giro tra i cantieri e così riesce ad acquistare il materiale che occorre a prezzi addirittura scontatissimi, visto che c'è la crisi. Assume per un mese due muratori professionalmente capaci, un idraulico per una settimana e un elettricista, pagandolo a ore e stando molto attenta a quel che fa. Chiede aiuto al padre che si prodiga come capo cantiere. Risultato: la famiglia riesce a fare tutto e di più, caminetto compreso, più bello di quello previsto dal primo preventivo, per soli 20mila euro! Al diavolo la banca. I risparmi sono finiti, ma si fa tutto senza un euro di debito.

Pietro
E' molto bravo Pietro, perché non vuole lasciare solo il padre vedovo, anche se si sta per sposare. Vorrebbe adattare la villetta o meglio ampliarla. Costo stimato: non meno di 50mila euro. Come garanzia ha un ottimo lavoro al Comune. Anche la futura moglie ha una buona posizione a tempo determinato. Ma anche qui la banca di famiglia, con direttore che cambia ogni anno e quindi anche qui non sa nemmeno chi sono, chiede cedolini e poi, dopo settimane di richieste a una fantomatica centrale mutui, chiede la fidjussione anche del padre pensionato, proprietario della villetta. Pietro si oppone, piuttosto cerca una casa in affitto. Ma l'idea è questa: chiede un prestito al Comune dove lavora come anticipo sulla liquidazione e così fa anche la futura moglie con la sua azienda. In più c'è qualche risparmio del padre, un anticipo sull'eredità. Ridimensionando un po' il progetto e seguendolo di persona (sono sempre architetti e geometri a far lievitare i prezzi, pare) ce la fa da solo e alla banca fa marameo. Non so se abbia chiuso il conto, forse no. Ma non importa. Il fatto è che anche in questo caso la casa si fa, ma senza ipoteca.

Anna
E' la più giovane dei tre ed è anche l'unica che ce l'ha fatta. L'ho incontrata in treno che tornava a casa dei suoi e continua a mostrare a tutti, anche a me, i video fatti con il cellulare del suo nuovo appartamento. Bello, 70 metri quadri in semi-centro, vicino a dove lavora. E' l'unica di famiglia ad avere una casa in proprietà. E ha solo 25 anni. Sprizzava felicità e orgoglio da tutti i pori Anna e si capisce. Come ci è riuscita? Semplice. E' emigrata in Inghilterra. Nel grande Veneto da cui proviene, profondo e operoso Nord-Est, come neo-diplomata in ragioneria a pieni voti, riusciva a mala pena a guadagnare pochi euro come stagista, aiuto di qualche studio di commercialista che la pagava "in nero", pensa un po'? Ed ecco la decisione: vado in Inghilterra e là che faccio? La cameriera in una pizzeria. Ma dopo solo qualche mese diventa la contabile del locale e lo stipendio aumenta, in più ci sono le mance. Mette via un bel gruzzolo. Ma soprattutto c'è la banca inglese che crede in lei e il prestito lo dà, con un tasso fisso davvero interessante per un'appartamento che costa un terzo di quanto chiedono nel suo paese. Chiedo: "Come vivono i giovani in Inghilterra?" "Sono felici, vedono un futuro davanti a sé." Mi spiega. "Non come i miei amici che sembrano già sconfitti." Anche dalle banche.

1 commento:

Pony ha detto...

L'Italia é come una grossa fattoria che contiene moltissimi animali di varie specie, e molti contadini, gli animali sono quelli che fanno guadagnare i contadini e regolarmente vengono munti per dare da mangiare ai padroni, naturalmente, gli animali siamo Noi (senza offesa), gente comune, impiegati, operai, piccoli commercianti, liberi professionisti, pensionati...., i contadini, i nostri politici, i banchieri, i dirigenti e proprietari di grosse aziende, che sfruttano le cosidette crisi (??!!??) per chiedere finanziamenti allo stato (sempre noi) per risanare le proprie aziende e/o Banche, e.... mi fermo qui se no ce ne sarebbe da dire.... . Meno male che qualcuno, ogni tanto, riesce ad evitare qualche mungitura.