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lunedì 26 aprile 2010

Attenzione al variabile. Qualche consiglio dal Salone del Risparmio 2010

Salone del Risparmio 2010. Pienone. Tanti giovani, ragazzi adolescenti attirati dal tema del salone dedicato quest'anno all'educazione finanziaria con relativa mostra itinerante e un concorso promosso da Assogestioni ("Studio, risparmio e investo"). Partecipo a un paio di convegni. In quello organizzato da BNP Paribas Asset Management ("Conosco quindi investo. La giusta via nella gestione del proprio risparmio") c'è il prof. Mannheimer che sta descrivendo il risparmiatore come un poveretto che suscita compassione. Sciorina poi qualche dato per fare capire il perché della sua ammissione. In pratica, la maggioranza degli intervistati ammette di affidarsi alla consulenza di amici e parenti piuttosto che alle cure di un personal banker. Una incomprensibile leggerezza: è come se per conoscere la cura di una malattia ci si affidasse all'amico invece che al medico. Per quanto riguarda i mutui ben il 66% degli intervistati ammette che vorrebbe saperne di più. Strana cosa, mi dico, dato che di informazione ce n’è davvero in abbondanza. Mi colpisce l'affermazione di Stefano Calderano, direttore divisione retail & private di BNL-BNP Paribas secondo cui oggi la gente sta commettendo lo stesso errore di prima della crisi, sottoscrivendo mutui variabili. "Il fisso è sempre da preferire per le famiglie", spiega. E se la prende, anche se in modo discreto, con i giornali che decantano i vantaggi del variabile. Mi sento la coscienza tranquilla, io consiglio sempre il fisso, al massimo un variabile con le ciambelle di salvataggio.


Si parla di casa anche nel secondo degli incontri che ho seguito, quello della Pictet sui Megatrends. Il professor Giovanni Palladino, della Fondazione Luigi Sturzo, segnala che nei prossimi 20 anni accadrà l'esatto contrario di quanto è avvenuto fino ad ora ovvero, l'offerta di case sopravanzerà la domanda facendo crollare i prezzi, soprattutto nei centri urbani, mentre rimarranno stabili o cresceranno nei luoghi di villeggiatura soprattutto quelli più rinomati richiesti dai pensionati ricchi stranieri. Un megatrend che fa ripensare circa l'investimento in mattone ancora molto forte in Italia. Vero, penso, ma lo è anche il fatto che la famiglia acquista quasi sempre per abitarci. E se è vero anche l'altro megatrend, è cioè che nel futuro le pensioni si dimezzeranno, una casa può diventare un ottimo strumento di sopravvivenza per milioni di baby boomers diventati ormai nonni e bisnonni.


Mi aggiro tra gli stand nello spazio piuttosto angusto e provo a fare qualche domanda. Ne faccio una da buona madre: che cosa propone una banca a un giovane adolescente che vuole far fruttare quanto ha messo da parte tra regali di nonni e zii e paghetta dei genitori oltre a quello che riuscirà a mettere da parte in futuro? Le offerte utili sono sostanzialmente solo due: un piano pensionistico e un piano di accumulo. Nel primo caso, il fondo pensione aperto per i figli da 0 a 17 anni, c'è il vantaggio fiscale per il genitore che può detrarre fino a 5.164,57 euro. In più, una volta che si sarà trovato un lavoro, il ragazzo o la ragazza potranno spostare quel fondo pensione verso la cassa di appartenenza, ad esempio se è diventato ingegnere o medico alla Cassa Ingegneri o Medici. Nel secondo caso c'è voluto maggiore tempo per comprenderne i vantaggi: prima di tutto, il piano di accumulo è agganciato a uno o più fondi d'investimento che inizialmente sono di tipo azionario, più rischiosi e quindi più vantaggiosi, mentre, via via che ci si avvicina alla data di scadenza del piano, diventano meno rischiosi e quindi meno vantaggiosi. La domanda d'obbligo a questo punto è: ma quanto si guadagna? Non si può sapere, ovviamente, per legge. Però c'è qualche valido simulatore online che parte non dal guadagno, ma dall'obiettivo d'investimento. Cosa mai può desiderare un giovane adolescente per i prossimi 20 anni di vita? Azzardo: una casa? Mettiamo, quindi, che l'obiettivo sia un'abitazione del valore di 300mila euro di oggi. Se si desidera ottenere quella cifra fra 20 anni si devono versare ogni mese nel piano di accumulo almeno 800 euro. Facendo due conti da brava mamma quasi quasi lo farei: si tratta di uno stipendio dato al giovane, che, spinto al risparmio, magari mette la testa a posto e non spende e spande come i suoi amici in feste e vestiti. Il problema vero però è che, ovviamente, né per questo prodotto né per il primo, essendo prodotti di investimento in fondi, il denaro investito è garantito.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Se mi lo permette il tasso variabile ha un valore sempre sotto a quello del fisso.. e dal 2004 ad oggi solamente in due mesi lo ha sopravanzato.. Chi oggi sceglierebbe un fisso a 25 anni al 3.5% contro un variabile Euribor 6 mesi allo 0.98%...? Senza tener conto della differenza di Spread..

Grazie Stefano

paolo ha detto...

Tenendo conto di questi dati credo sia meglio scegliere mutui a tasso misto