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giovedì 14 ottobre 2010

unopercento

1%, la soglia del tasso BCE fermo ormai da un anno e mezzo (13 maggio 2009) è stata raggiunta dall'Euribor a 3 mesi. Oggi questo indice ha registrato la quota più alta di tutto il 2010, ai livelli di più di un anno fa (luglio 2009) cioé 0,99%. Il tasso, che era arrivato al minimo storico lo scorso 31 marzo 2010, 0,63%, è costantemente aumentato fino ad avvicinarsi alla fatidica soglia dell'1%. Perché "fatidica"? Perché è importante per i mutui: prima di tutto, oggi tornano interessanti i variabili BCE, così maltrattati dalle banche e misconosciuti dai clienti a causa da un lato dall'indice Euribor prossimo allo zero e distante dall'1%, e dall'altro lato a causa di spread molto più cari. Secondo: diventano vantaggiosi i mutui a tasso fisso sul breve periodo, cioè quei misti che partono con un tasso fisso a 2 anni che oggi è a quota 1,40% e che se è offerto con spread non superiori all'1,5% diventa una garanzia di stabilità nei primi anni d'impegno di una famiglia nella restituzione del debito. Terzo: tornano appettibili anche i mutui a tasso fisso sul lungo periodo, oltre i 20 anni, dato che anche in questo caso l'Irs è vantaggioso, come mai lo è stato in precedenza, di poco sotto il 3% con la possibilità di ottenere un prestiti bloccati a quota 4-4,5% (leggi qui). E' quindi tempo di affrettarsi a surrogare o a richiedere un mutuo oggi, anche se per chi acquista forse le case sono ancora troppo care. Ma si possono trovare anche ottime possibilità (vedi speciale immobiliare a cura di Of e di Case@Confronto).

Che consiglio dare a chi ha un variabile Euribor puro o con cap? Nel primo caso, ma anche nel secondo caso, anche se un cap, di solito protetto anche da un'assicurazione, è un buon prodotto che mette al riparo da un soglia massima, il consiglio da dare è ricordarsi ogni mese di verificare in anticipo a quanto ammonta la differenza del tasso Euribor in modo da organizzare le uscite e prevedere la rata da pagare. Il variabile con Cap, infatti, è in ogni caso un mutuo variabile a tutti gli effetti e le rate crescono e cresceranno ogni mese da oggi in avanti. Le previsioni, infatti, indicano una risalita lenta, ma tenace verso quota 2% a fine 2011.

D'alta parte in area Euro, la Germania spinge la risalita dell'economia con una previsione aggiornata relativa al Pil 2010-2011 a quota rispettivamente +3,5% e +2% al posto dei più prudenti valori +1.5% e +1.4% indicati ad aprile. Tutto questo mentre l'inflazione rimarrà ferma a quota 1,1% quest'anno per poi salire gradualmente a 1,6% nel 2011. E nell'area Euro si sta tornando a una stabilità, pur faticosa e a caro prezzo (tagli pesanti del walfare e disoccupazione): mentre il Pil sarà dell'1,6% a fine 2010 e a quota 1,3% nel 2011, l'infalzione rimarrà costante a quota 1,4% (2010) e 1,4% (2011).

Detto questo, tornando ai mutui, i think thank europei prevedono che la BCE aumenterà di 25 basis points (0,25%) l'indice di rifanziamento solo verso la fine del 2011. "La BCE intende rimanere cauta sui tassi e tenere fermo l' 1% per tutte le operazioni di rifinziamento", ma abbonderà progressivamente tutte le "misure eccezionali" intraprese per tornare a una normalità e stabilità finanziaria entro il prossimo anno.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ma quelli che hanno un cap come me al 6% cosa devono temere effettivamente? E poi il fisso è ancora troppo caro.