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martedì 28 dicembre 2010

Il popolo dei trecentomila

Sono un po' di più di 300mila i senza casa e senza mutuo in Italia. Giovani che non possono permettersi un affitto e tanto meno un mutuo (leggi qui in OF). Sono laureati, alcuni hanno già famiglia o comunque hanno una fidanzata fissa, ma sono ancora residenti con mamma e papà. Il defunto ex ministro Padoa-Schioppa li aveva etichettati come "bamboccioni". In effetti, vorrebbero anche permettersi una casa e una famiglia, ma perderebbero irrimediabilmente uno status da "benestanti" per piombare in una situazione di disagio e ristrettezze, perché oggi una casa si porta via quasi un terzo delle entrate di una famiglia media. Se poi c'è un mutuo la quota sale a quasi il 40% e oltre. Troppo.

Non a caso sia la promozione di Unicredit sia quella di BNL-BNP Paribas hanno puntato sul tema coppia giovane che si permette un mutuo senza rinunciare ai sogni. Ma è proprio così? E' così se il mutuo, prima di tutto, si riesce ad ottenere. Perché nel 2010 e ancora più nel 2011, accedere a un prestito sarà ancora più difficile. Le banche sono restie nel dare mutui all'80% e preferiscono arrivare al massimo al 50% del valore dell'immobile dato in garanzia, che, per di più, non sempre vale quello che si paga, ma spesso meno. Ricordo che il tecnico che fa la perizia è designato dalla banca e non più dal proprietario. Le banche che danno l'80-90 e il 100% si contano sulle dita di una mano anche se per fortuna ci sono ancora. Per ottenere denaro bisogna portare denaro e il giovane, qualora non sia aiutato dalla famiglia, difficilmente ne ha di proprio.

Secondo punto: anche un lavoro dipendente a tempo indeterminato non fornisce più le garanzie di un tempo. Bisogna dichiarare un lavoro da almeno 5-6 anni. Spesso non basta una firma all'ipoteca, ma ne occorrono almeno due e a volte anche tre. Da qui, due problemi: calano le richieste di mutuo (l'aumento segnalato deriva soprattutto dalle surroghe) e calano le compravendite (ad eccezione di quelle al mare o ai monti di chi acquista per investire e quindi i soldi li ha già).

Ed ecco che per mettere su famiglia si attende (a volte con ansia) che se ne vada in pace la nonna lasciando la casa da ristrutturare. Oppure si fa affidamente sul villino dove vivono i genitori che si rimoderna, si amplia, si ristruttura. O ancora, si sta in casa e basta anche a 40 anni e oltre. Una vera debacle per la famiglia.

Consigli per il 2011? Le banche continueranano ad aprire finestre con offerte a tempo anche molto vantaggiose, come lo è stata quella di BNL-Bnp Paribas con un tasso fisso anche fino a 30 anni al 4%. Bisogna, quindi fare molta attenzione ai "mutui in saldo", perché si possono prendere occasioni al volo molto interessanti. I tassi continuano a scivolare verso il basso, anche se forse BCE dovrà ritoccare all'insù il proprio indice di rifinanziamento fermo all'1% da oltre un anno, entro la fine del 2011, vale la pena fissare da subito un tasso fisso del 4% circa per periodi lunghi 20-25 anni. In questo modo, ci si organizza la vita, lavoro permettendo.

Oltre alle offerte delle banche, bisogna prestare attenzione ai fondi di garanzia di enti locali e previdenziali, anche qui le occasioni fioccheranno, ma sempre con la formula del "saldo" di un mese rinnovabile per altri 30 giorni al massimo.

Orecchie ritte, quindi, nel 2011 e non solo per chi il mutuo lo deve fare, ma anche per chi ce l'ha già, perché surrogare ormai è abbastanza facile e le banche si stanno facendo una sana concorrenza. Ma attenti alle spese accessorie, anche a quelle del conto corrente che si abbina sempre al mutuo.

Noi continueremo a darvi le informazioni in modo corretto e tempestivo, ma conto anche su tutti voi per ricevere per tempo segnalazioni e commenti.

A tutti auguri di un sereno 2011.

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