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mercoledì 9 febbraio 2011

Inflazione e tassi: i mutui sempre più cari

Anche le buone notizie hanno un lato negativo: i metalmeccanici tedeschi sono riusciti a spuntare un aumento del loro stipendio tra il 3 e il 3,5%, avevano chiesto il 6%, ma tant'è. Ebbene questa buona notizia ha fatto suonare i campanelli di allarme in tutta l'Europa: adesso cosa accadrà all'inflazione? La BCE dovrà necessariamente aumentare il suo indice di rifinanziamento fermo da oltre 1 anno all'1%? Ricordo che il target di inflazione è stato fissato dalla Banca Centrale Europa al 2% e che oggi è già superiore di 4 punti base mentre, grazie all'aumento salariale dei 100mila lavoratori del comparto auto tedesco, potrebbe salire ancora.

Per l'analista i Jim Leaviss, della M&G Investments (e a capo del Retail Fixed Income) non sarebbe finita qui, perché già il sindacato chimico tedesco chiede un aumento del 7% per i suoi lavoratori. E si scateneranno tutti quanti entro i prossimi mesi. La seconda buona notizia è che almeno per la Germania la disoccupazione è al 7,4%, più bassa di molti altri Stati membri dell’UE e c'è chi dice che si raggiunga presto la completa occupazione. E allora? Che c'entra l'operaio tedesco con il mio mutuo? C'entra. Perché con l'inflazione ripartono anche i tassi e allora il vostro variabile deve essere protetto in qualche modo oppure è il momento di fissare una rata con un tasso fisso. Tra le altre cose, segnalo che se si va su mutuionline.it e si inserisce una richiesta di surroga non si trova niente. E le banche già stanno ben attente a surrogare i mutui. Meglio farsi due conti in tasca e rinegoziare. E' il momento adatto.

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