Adv

martedì 23 ottobre 2012

A casa di mammà

"Se le banche non concedono più credito, cioè mutui e finanziamenti, come fare per acquistare casa? La risposta è semplice: non si acquista più. O meglio, si acquista molto meno. A meno che non si abbia da parte una somma sufficiente per affrontare l’acquisto senza doversi rivolgere a una banca." Così scrive Of-Osservatorio finanziario (leggi qui). In pratica o paga papà o si rimane a casa di mammà.

D'altra parte le banche sostengono che non sono Onlus, opere senza fini di lucro e oggi il mutuo è un prodotto troppo rischioso. E' rischioso perché prima di tutto l'inflazione è bassa. E poi i salari sono bassi. 
E poi le case sono troppo care. E poi manca il lavoro. E poi mancano le imprese solide. E poi falliscono anche aziende che hanno centinaia di anni e migliaia di dipendenti. E poi, e poi... 

Mi ha colpito un recente post di un blog di una banca spagnola (le banche non danno mutui ma postano, twittano e socializzano) in cui si cercava di rispondere a una domanda cardine: "Ma la banca a cosa serve?". 

Sono a un convegno a Milano in cui si discute dei nuovi pagamenti con cellulare, quei pagamenti che si possono fare anche con carte prepagate paypass già oggi, se si va ad esempio in un McDonald's a prendere un caffè o un bel cheese burger, e qui si capisce che la battaglia per fare a meno delle banche è iniziata. Voglio dire: se un gestore telefonico ha una sim che ingloba una carta prepagata (e Vodafone na ha già una sua) a cosa serve la banca? Io pago tutto con il cellulare,  ci faccio anche accreditare lo stipendio, controllo le spese e il gioco è fatto. Tanto la banca il mutuo non me lo dà. Il prestito è troppo caro. Gli investimenti sono troppo rischiosi o danno troppo poco. A cosa serve la banca a questo punto? Su questo argomento leggi qua "Se il caffè lo paga il cellulare" del nostro Teo Baldosan. 

L'argomento è delicato e non posso esaurirlo io in un post, ovviamente. Intanto ecco qualche spunto. Primo: la banca deve ritornare a dare mutui,  riuscendo ad esempio a convincere i politici a trovare fondi di garanzia per categorie sociali che sono indispensabile alla crescita di una Nazione, come le giovani coppie.
Secondo: la banca deve tornare a creare lavoro, ad esempio nel campo dello sviluppo tecnologico, anche nel settore dei pagamenti.
Terzo: la banca deve sviluppare non solo grumi di cemento e acciaio, ma riprogettare intere città. 
Mi sembra un po' poco che le banche si preoccupino di popolare solo facebook. 


E poi devono elargire servizi non solo bancari. Riuscendo a mantenere un'offerta con prezzi competitivi. E qui c'è tutto un mondo da scoprire. 

martedì 9 ottobre 2012

Google muove i primi passi per diventare Banca. Mentre Amazo... %%% OSSERVATORIO FINANZIARIO %%%

Google muove i primi passi per diventare Banca. Mentre Amazo... %%% OSSERVATORIO FINANZIARIO %%%
Non più sconti, ma veri e propri prestiti. Questa la novità annunciata da Google che, secondo indiscrezioni riprese anche dal Financial Times, sta per lanciare una card e una linea di credito agli investitori delle sue Adwords, gli spazi pubblicitari sulla Rete, ma anche sulla carta stampata. Il finanziamento potrebbe arrivare fino a 100mila dollari al mese con una partenza base di 200. 

Perché questa decisione? Perché le banche hanno rinunciato, anche negli USA, a fare credito e questo credit crunch sta soffocando il mercato pubblicitario. 

L’idea non è nuova: prima a lanciare la proposta di sostituirsi alle banche nel mercato dei finanziamenti, infatti, è stata Amazon. I due big dell’e-commerce e dell’advertising sono dello stesso parere: le aziende non fanno abbastanza promozione e il mercato sta languendo. “Stiamo cercando una soluzione – dicono quelli di Amazon – negare l’accesso al credito inibisce la crescita”. 

lunedì 8 ottobre 2012

Se alla banca preferisco i carabinieri

Dal primo ottobre tutti coloro che ricevono una pensione sopra i 999 euro dovranno avere un conto corrente. Per questo motivo ha colpito l'immaginazione il caso di cronaca del novantenne che porta i risparmi di una vita (circa 50mila per un pensionato di soli 500 euro al mese sono un vero miracolo) non in banca, ma dai Carabinieri.
Della banca non ci si fida più o ci si fida molto poco. Questa mancanza di fiducia mina tutto il sistema e non sono solo gli anziani a temere di venire truffati, ma anche i giovani. Anzi soprattutto i giovani.
Ecco perché spero che questo mio post di oggi infonda in loro un po' di fiducia.

E mi riferisco soprattutto ai giovani che si vogliono sposare, avere figli e quindi mettere su casa. Proprio oggi ne ho incontrato uno a cui avevo consigliato un paio di anni fa di andare a ridiscutere il suo mutuo. Ci è riuscito, mi ha detto, ed è molto contento, perché, grazie a quel suggerimento, ha quasi finito di pagarlo. Cosa gli avevo suggerito (non me lo ricordavo nemmeno più)? Di aumentare l'importo della sua rata (e non al contrario di diminuirla)  con un tasso variabile a spread basso. In pratica, contando su un periodo di tassi molto bassi, gli avevo detto di provare ad accorciare il periodo di ammortamento e di chiudere in anticipo il debito. Ci sta riuscendo. Ed è molto contento.
Perché chiudere un mutuo? Perché un periodo di tassi così basso non dura per sempre. Ergo: o provate a chiudere al più presto con un variabile oppure preferite un fisso sul lungo periodo.
Tempi duri e difficili ci attendono. Con un Pil sotto zero (a fine anno saremo a -4%), una ripresa che non arriverà nemmeno fra due anni, eccetera eccetera, meglio cercare di chiudere i debiti. Non è questione di fiducia, ma di buon senso.
E non c'è bisogno di andare dai Carabinieri, ovviamente.

Alla fine, il novantenne si è fidato di un direttore di banca, la sua, e gli ha affidato i suoi risparmi (meglio che tenerli nelle mutande come faceva lui, ovviamente). E quel giovane con un mutuo ha messo su famiglia. La fiducia nasce anche da casi di successo di questo tipo.



mercoledì 22 agosto 2012

Sul Mutuo tuona. Ma il tuo Mutuo vale di più

Il MeteoMutuo di Mutuiaconfronto.com continua a segnalare brutto tempo sui mutui dove i tassi sono in salita.
Come si vede dall'immagine, a oggi 22 agosto il tasso fisso ha sfondato quota 6%, il variabile ha superato il 4% e anche il misto è sopra il 5%.

Oggi, quindi, un mutuo è più caro, ma per quanto riguarda i tassi è ancora abbastanza accessibile soprattutto se si pensa che un prestito ormai veleggia intorno all'11%. Ed è di questo che volevo parlarvi.

Mi arrivano email di persone che non ce la fanno più: tra tasse, che perfino il Ministro Corrado Passera ammette essere eccessive, bollette di luce e gas, ticket sanitari applicati anche agli anziani, pensioni e stipendi taglieggiati dall'inflazione (che dovrebbe essere al 3% ma è più elevata, un po' come il caldo percepito rispetto a quello comunicato dai metereologi) la rata del mutuo non si riesce più a pagarla. Almeno non per intero. Anche perché la maggior parte delle persone è stata indotta a scegliere un variabile (c'è chi ancora oggi scrive che sarebbe il migliore!) quando io al contrario abbiamo sempre sostenuto che un fisso è la scelta più prudente. Ebbene, queste persone "alla canna del gas" per tenersi la casa (tassata) fanno di tutto, compreso chiedere aiuto alla propria banca.

E qui sta accadendo di tutto: c'è la banca "buona" che si accolla la casa e la lascia l'ex proprietario diventato affittuario (ce n'è una sola, cioè UniCredit). C'è la banca meno buona (prudente?) che consiglia di surrogare il mutuo presso un altro Istituto (!). C'è la banca che invece propone prestiti, anche più di uno, a tassi ovviamente doppi o tripli rispetto a quello pagato per il mutuo.

Ma è possibile? Direi che non dovrebbe essere così: se il cliente è un bravo pagatore, e lo sono quasi tutti, bisognerebbe trovare un sistema per permettere un pagamento dilazionato al massimo (ovvero un allungamento del periodo di ammortamento) e una rata accessibile. Meglio ancora se si facesse come alcune banche negli USA che hanno diminuito di propria spontanea volontà la rata con l'obiettivo di sanare una situazione difficile, per tutti.

Il problema da noi è che il mercato delle surroghe e dei mutui in generale è completamente bloccato: andare da una banca diversa lamentando di non potere più sostenere l'impegno che si aveva con un'altra è tempo perso.

Dal Governo ovviamente non c'è da attendersi niente. E allora?

Le famiglie italiane stanno tornando ad essere l'unico Bancomat per tutto: e ci sono genitori che liquidano i risparmi di una vita per aiutare i figli a sostenere l'impegno ipotecario. E allora, alle banche che stanno facendo di tutto per trattenere liquidità e investimenti, una buona idea sarebbe quella di fare dei buoni mutui ai figli di questi genitori a fronte dell'investimento lasciato alla Banca in modo da trattenere non solo un Cliente ma di farsene anche un altro. Chiedere troppo? In effetti, se ci pensate, oggi un mutuo vale molto di più, proprio perché oggi è introvabile. E una casa con mutuo vale quindi molto per una banca. Soprattutto se il cliente è stato bravo e ha sempre pagato.

Un consiglio invece per chi non ce la fa: fatevi i conti e chiedete aiuto per tempo. Una strada si trova sempre, ma senza panico o nervosismo. Alla banca non ci si deve andare con il coltello tra i denti o il cappello in mano. Con dignità e professionalità.



lunedì 28 maggio 2012

Quanto devo guadagnare per permettermi una casa?

Ferve la discussione su quanti anni occorrono a una coppia di giovani per permettersi un'appartamento di proprietà. Tanti? Pochi? Di più o di meno di 10, 20 anni fa? Il problema credo non sia legato a quanto uno guadagni, una media è difficile da fare, ma a quanto costa la casa (ancora troppo), da un lato e dall'altro, a quanto si riesce a risparmiare (sempre di meno).

Sì perché oggi se si va in banca per chiedere un mutuo bisogna mettere sul tavolo molto di più della porta che una famosa pubblicità di alcuni anni fa indicava come unico "pezzo" portato dall'acquirente. Oggi bisogna portare metà appartamento o quasi. Già BancoPosta non dà oltre il 65% del valore dell'immobile dato in garanzia e la media scenderà ancora. Quindi, oggi anche i bebè dovrebbero potere iniziare a mettere da parte qualche cosa. O meglio i loro genitori dovrebbero pensare al loro futuro dalle primissime ore di vita.

Purtroppo in Italia una formula di risparmio immobiliare non è mai decollata e anzi l'unica banca ad offrirlo la BHW si è ritirata dal mercato.

Cosa è quindi possibile fare per i figli che si sposeranno tra 10-20 anni? Se la potranno permettere una casa con gli stipendi bassi e magari con un'inflazione più elevata che falcidia, con le tasse, tutti i risparmi?

Una bella risposta cerca di darla l'iniziativa del Museo del Risparmio che ho potuto visitare recentemente. Si trova a Torino centro, è pensato per i bambini (ma lo consiglio anche agli adulti). Nell'ultima sala, quella del gioco e dell'interattività è possibile scegliere un oggetto (una casetta, una Tv, una motocicletta) e appoggiarlo su uno schermo che si attiva in base all'oggetto dei desideri selezionato. Se si sceglie la casetta, si attiva un simulatore e con questo è facile capire che non basterà una vita per pagare una casa nel futuro. Quindi bisogna iniziare a risparmiare fin da piccoli e a gestirlo il denaro. Ma come?

Ho fatto fare dal centro studi di Of uno studio delle offerte di risparmio per i bambini da 0 a 18 anni e si tratta per lo più di conti, depositi e libretti con rendimenti veramente molto bassi: ad eccezione dell'offerta promozionale di BancoPosta che è al 3,20% tutte le altre sono ben al di sotto del tasso di inflazione. E allora? Auspico che le banche riescano a proporre alle famiglie prodotti per i bambini un po' più glamour. Intanto provate anche il gioco della formica per capire meglio come risparmiare: ci ho provato anch'io e...non è poi così facile.

venerdì 11 maggio 2012

Il ritorno del mutuo (anche se c'è qualcuno che si è arreso)

Il (poco) risparmio delle famiglie italiane fa "scappare" la banca tedesca. Per fortuna però la prima banca italiana e la prima banca europea promuovono nuove offerte

Era il gennaio 2007, un secolo fa per i mutui e non solo, e scrivevo (leggi qui): "Come mai in Italia non esiste un prodotto italiano per i mutui agganciato al risparmio?" Esisteva, allora, un solo prodotto commercializzato da noi. A provarci dal 1997 la banca tedesca BHW con sede a Bolzano. Ebbene da oggi questa banca non commercializza più nessuna tipologia di mutuo in Italia. Con una secca e scarna lettera pubblicata anche sul sito (leggi qui) la BHW ammette che la situazione da noi è così difficile che si preferisce ritirarsi.
Non è una bella notizia. Anzi è una pessima notizia. Non solo per chi cerca un mutuo, ma per tutti noi. Cosa significa? Che la banca tedesca non ha più soldi? O che sono le famiglie che non riescono più a risparmiare. Forse tutte e due le cose. Se si dà uno sguardo al grafico dello studio BNL sul risparmio delle famiglie in Europa (leggi qui) si capisce che siamo a zero o meglio sotto zero, rispetto ai primi anno del 2000, soprattutto per il credito al consumo (non si consuma più) e anche per quanto riguarda i mutui.
Quindi, quando una banca al contrario annuncia qualche novità nel settore mutui non possiamo che esserne molto contenti. Oggi le banche che erogano mutui sono nell'ordine: Intesa Sanpaolo, Cariparma-Gruppo Crédit Agricole, BNL-Gruppo BNP Paribas, Banco Popolare, Credito Artigiano - Gruppo Creval. Cito solo quelle che fanno anche una promozione attraverso vetrofanie, volantini, campagne pubblicitarie.
Significativa la promozione Intesa Sanpaolo: promuove un "mutuo su misura". In pratica, chiede di parlare dei propri bisogni in una filiale e di trovare una soluzione. Promuove entro fine giugno il "pacchetto" sospensione del mutuo a 100 euro al posto di 150 euro oltre a dare polizza incendio gratuita e uno sconto del 20 per cento sulla polizza Abitazione&Famiglia.
BNL, invece, promuove un mutuo che permette di abbattere il tasso del proprio mutuo grazie all’abbinamento di prodotti di natura assicurativa e finanziaria.Si tratta di una nuova proposta per ovviare a un problema: la fuga in corso da prodotti di investimento per i noti problemi derivati dalla crisi finanziaria. Si tratta di una idea più per chi vuole investire nel mattone, magari per la casa del figlio o all'estero che per giovani coppie. E' comunque una buona notizia che fa sperare in un futuro migliore.

giovedì 3 maggio 2012

Nuovi mutui all'orizzonte. Ed è meglio un fisso

Passo per via e vedo che al Banco Popolare tutte le vetrine hanno una nuova promozione, dopo mesi e mesi di assoluta tranquillità. E (incredibile!) la promozione riguarda un mutuo. Si tratta di una proposta per un tasso fisso "Last Minute". Cosa significa. Le condizioni di tasso fisso per questo mutuo sono le seguenti. 4,75% per il primo anno e 5,25% per gli anni successivi. Ottima cosa, un fisso. Ma perché proprio quando l'Euribor sta scendendo e i soloni del Mutuo sui giornali pontificano sul bello del variabile? Perché siamo in un oerodo molto turbolento. Provate a pensare a un ritorno alla Lira. I tassi schizzerebbero all'insu' anche fino al 10-11%! Meglio stare tranquilli con il fisso e calibrarlo sulle proprie possibilità mensili. Da qui in avanti le offerte di mutui fioccheranno. Perché le Banche hanno ottenuto credito dalla Bce e devono anche dimostrare di saper ancora fare la Banca. E se la Banca non eroga prestiti, che ci sta a fare? Nel caso di questa offerta bisognerà affrettarsi al 31 maggio per la richiesta e al 30 giugno al massimo per chiudere il contratto. Ma a breve, soprattutto per le coppie giovani, qualche spiraglio si aprirà.

mercoledì 11 aprile 2012

Cambio mutuo? No tu no

La signora che effettua la prova in una filiale di Barclays sa bene che una volta Barclays era la numero uno nei mutui con Woolwich e quindi prova a chiedere: "Vorrei aprire qui un conto così poi sposto il mutuo dalla mia banca perché ho visto che i tassi sono migliori da voi". Cambiare mutuo senza pagare nulla o quasi è un diritto acquisito: si chiama in gergo bancario "surroga" e in pratica è un "cambio mutuo" che dovrebbe essere più vantaggioso, cambiando così anche banca in nome della concorrenza.
La risposta del funzionario della filiale (che si fa chiamare "gestore") è significativa (senza nemmeno vedere di che mutuo si tratta): è una risposta muta con un significativo storcere di naso. Alla richiesta di chiarimento, il gestore, un po' sospirando, un po' complice, cerca di far capire alla signora che è meglio che rimanga dov'è: "Guardi che non le facciamo pagare il bonifico alla sua banca, ma tenga il mutuo dov'è".
La surroga è morta esattamente come lo è il mutuo. Non servono a niente i correttivi introdotti dal DL Liberalizzazioni al procedimento di surroga di mutuo, che lo rende gratuito e veloce. Gli alti spread bancari sono un problema: chi ha sottoscritto il mutuo anche solo a fine 2011 ha uno spread migliore di quanto possa accettare oggi. E così la surroga non è che non venga richiesta come qualcuno scrive (la surroga rappresenterebbe appena il 9,7% dei flussi di mutuo, mentre era il 18% ad Ottobre 2010 secondo il broker mutui.it), non viene accettata. Aggiungo che questo è un danno per le banche che così perdono potenziali nuovi clienti. Quindi le banche bloccano i mutui e le surroghe di mutui già in essere semplicemente perché il rischio è troppo elevato. D'altra parte lo spread surriscaldato di ieri fa capire che la situazione è molto grave e non dipende nemmeno da quante tasse riusciranno a farci pagare.

venerdì 23 marzo 2012

Il mutuo caro è un problema europeo

In Italia, Spagna e Portogallo sono aumentati gli spread applicati ai tassi dei mutui. A confermarlo è l'autorevole Wall Street Journal (leggi qua). Non solo, anche in UK sono segnalati rincari su spread e spese.


Nel report La Bussola Bouquet di febbraio, la media della finanziabilità di tutte le tipologie di mutuo è scesa drasticamente dall'80 al 77%: BancoPosta ha tagliato la sua dall'80 al 65% proprio il 14 marzo scorso. Gli spread sono addirittura triplicati, anche se, in base alle prove effettuate, si può anche ottenere qualche punto base in meno, se si hanno sufficienti garanzie o ci si assicura in caso di premorienza o di perdita del lavoro.

L'articolo del WSJ segnala anche che i costi sono aumentati e di molto per tutti coloro che richiedono di surrogare o rinegoziare il mutuo a causa della perdita del lavoro. Qual è il problema che s'innesca a causa di questi rincari: le persone hanno meno denaro da spendere e quindi da immettere nel processo produttivo. Meno acquisti, meno investimenti e meno risparmi.

Non a caso la richiesta di mutui è calata bruscamente del 48% secondo CRIF. In tutto questo anche se c'è chi scrive che le cose sembra stiano migliorando (vorrei sapere dove) c'è un aspetto da segnalare: i prezzi delle case stanno scendendo. Ma non in modo omogeneo e soprattutto non dove uno amerebbe abitare. Ci sono sempre più zone di emarginazione soprattutto nei grandi centri urbani.

Ma è un male europeo. E come si dice mal comune...

lunedì 12 marzo 2012

Mutui e Casta: i perché di uno scandalo che non c'è

C'è un senatore che per farsi un po' di immagine s'inventa il mestiere che facciamo noi di Of, cioè un mystery shopping in una filiale di una banca. In questo caso, la filiale è quella interna al Senato della Republica. E scopre che un senatore ha diritto a un tasso molto basso rispetto alla media. Il tasso dell'1,57% è addirittura più basso di quello di cui godono i dipendente della banca. E allora? Allora, grande vociare di scandalo e di caste. Ma siamo onesti è la tempesta in un bicchierino da amaro dopo pasto, da grappino. Perché la banca offre da sempre tassi agevolati a chi offre maggiori garanzie e chi meglio di un senatore con stipendio garantito dallo Stato e probabilmente anche beni sufficienti a garantire quell'agevolazione? Tra l'altro non è nemmeno vero che quel tasso vale per tutti i Senatori. Qui ovviamente si scatena la caccia all'untore che piace tanto in questo periodo di paure e ansie come ai tempi della colonna infame tanto ben descritta da Alessandro Manzoni. Mi meraviglio che la stampa ci vada a nozze, ma i colleghi ovviamente pensano sia più facile stuzzicare queste paure che fare inchieste e analisi serie sul tema.
D'altra parte quel politico sa bene che oggi il problema del mutuo è che non c'è (quasi) più soprattutto per chi lo chiede cioè i giovani che hanno un lavoro pagato poco e spesso anche non sempre.
E allora faccia qualcosa per il lavoro, s'inventi qualcosa per reinventarlo, per promuovere chi il lavoro lo procura agli altri come gli imprenditori che invece sembrano una razza in via di estinzione con ormai oltre 2000 suicidi negli ultimi mesi.
Finché vivremo di odi più o meno sopiti, di caccia all'untore non si arriverà a nulla. Scusate se insisto. Il mutuo senza il lavoro non esiste e se il "lavoro" è quello del Senatore lo si faccia e non lo si rubi inutilmente ad altri.

sabato 3 marzo 2012

Meteomutuo di Of segna brutto tempo per questa primavera

Il Meteomutuo di Mutuiaconfronto.com segnala ovunque brutto tempo sia per il tasso variabile, che per il fisso e anche per il misto che aveva retto nell'ultimo periodo con un pallido sole. Il tasso medio per il variabile è salito a quota 5,15%, quello fisso a 6,58% e il misto a 5,69%. Colpa soprattutto degli spread che sono ovunque molto elevati, anche se i fogli informativi riportano gli indici massimi che superano spesso la soglia del 4%.
In filiale si può anche trovare spread inferiori, rimane il problema dell'approvazione e dell'erogazione. Mi stanno arrivando numerose segnalazioni di banche anche importanti che nei primi incontri sorridono e ti seducono con proposte allettanti per poi dirti un bel "no" all'ultimo minuto, quando ormai ti sentivi con il mutuo in tasca.
Intanto, rispondo volentieri all'ultima domanda sul tema tassi che mi è appena arriva. Il quesito è questo: ho un misto iniziato a tasso variabile che adesso può essere cambiato in fisso a due o a cinque anni. Che faccio? Cambio oppure continuo con il variabile? Io per email ho risposto così: continui pure con il variabile. Oggi, se come sembra l'Italia rimane nell'Euro e i tassi sono destinati a scendere (si parla di un indice BCE che sarà decurtato di un altro quarto di punto scendendo a 0,75%) un variabile conviene ancora. Varrebbe la pena addirittura un variabile a rata fissa dove la rata fissa dovrebbe essere abbastanza elevata. In questo modo si potrebbe accorciare il periodo di ammortamento.
Attendo altre domande a franted@mutuiaconfronto.com

martedì 31 gennaio 2012

La "morte" del mutuo in tante storie

"Grazie!" mi scrive Doris. Di cosa? "Di avere scritto, finalmente la verità". La verità è che il mutuo è morto e noi di Of lo abbiamo scritto (leggi qui) con tanto di lapide. La data del decesso: dicembre 2011. Ma risorgerà? "Noi banche facciamo già fatica a capire come andrà fra 9 mesi un anno, figuriamoci sui tempi lunghi", mi dice un bancario amico. Tempi lunghi come un mutuo. In effetti, erano mesi che mi arrivavano email di persone che si lamentavano delle banche: c'è il caso di quella banca che ha promesso un mutuo e poi, anche se il cliente è un "buon cliente" con lavoro a tempo indeterminato, con qualche risparmio da parte eccetera, dopo un bel po' di tempo perso in rimpalli del tipo "dobbiamo chiedere in centrale", glielo nega, senza nemmeno dare una spiegazione.

C'è la banca che accampa ancora scuse del tipo "questo mutuo è cartolarizzato" per negare la rinegoziazione. C'è anche la banca che la surroga non la vuole proprio dare e invita il potenziale cliente ad andare altrove. Insomma, le banche italiane non ce la fanno più e non solo erogano con difficoltà alle piccole imprese, ma anche ai privati. Certo c'è ancora chi scrive: "mutui on line cresciuti del 30%", ma non è vero niente. Sono forse cresciute le richieste online, perché le persone, disperate, si fanno fare preventivi sul web. Ma tra il preventivo e l'effettiva erogazione ci passa il mare, anzi l'Oceano. Sono in difficoltà anche le reti di venditori di case più mutuo. Vende solo chi ha case di pregio per persone che i soldi li hanno e non sanno più dove investirli.

E allora? Consigli? Tornare al vecchio sistema dei prestiti tra parenti e amici? Rinunciare al sogno di una casa? Le finanziarie si stanno dando da fare e offrono prestiti cospicui (e carissimi) anche di 30-50mila euro per chi appunto deve raggiungere la somma che serve per acquistare/ristrutturare casa. Anche perché qualche buona occasione inizia a presentarsi sul mercato. Di fatto, però, le storie che mi raccontano le vostre email sono quelle dell'Italia di sempre: la famiglia si organizza. C'è il signore anziano rimasto vedovo con abitazione troppo grande per lui che acquista casa più piccola e modesta utilizzando tutti i risparmi di una vita messi da parte per il futuro (ma ormai sono solo e con la pensione ce la faccio lo stesso) ma non riesce a vendere la sua, troppo costosa affittandola alla cugina con quattro figli che al contrario sta in una casa in affitto piccolina e non riesce a trovare il mutuo per acquistarne una adatta alla famiglia numerosa. C'è il figlio divorziato che non ce la fa ad acquistare nulla e torna dai genitori. C'è lo studente che vive con l'anziano (una formula che vedo sempre più di frequente soprattutto nelle grandi città con affitti troppo cari). C'è la coabitazione di single e anche di famiglie. In altre parole, ci si arrangia.

Chi ha un mutuo, quindi, si ritenga super fortunato e continui a pagarlo con costanza. Chi è un bravo pagatore potrebbe, in un futuro che ci si augura più stabile e roseo, doventare il bravo cliente da coccolare, quando le banche si risolleveranno. Forse addirittura prima di quanto immaginiamo (leggi qui).