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martedì 31 gennaio 2012

La "morte" del mutuo in tante storie

"Grazie!" mi scrive Doris. Di cosa? "Di avere scritto, finalmente la verità". La verità è che il mutuo è morto e noi di Of lo abbiamo scritto (leggi qui) con tanto di lapide. La data del decesso: dicembre 2011. Ma risorgerà? "Noi banche facciamo già fatica a capire come andrà fra 9 mesi un anno, figuriamoci sui tempi lunghi", mi dice un bancario amico. Tempi lunghi come un mutuo. In effetti, erano mesi che mi arrivavano email di persone che si lamentavano delle banche: c'è il caso di quella banca che ha promesso un mutuo e poi, anche se il cliente è un "buon cliente" con lavoro a tempo indeterminato, con qualche risparmio da parte eccetera, dopo un bel po' di tempo perso in rimpalli del tipo "dobbiamo chiedere in centrale", glielo nega, senza nemmeno dare una spiegazione.

C'è la banca che accampa ancora scuse del tipo "questo mutuo è cartolarizzato" per negare la rinegoziazione. C'è anche la banca che la surroga non la vuole proprio dare e invita il potenziale cliente ad andare altrove. Insomma, le banche italiane non ce la fanno più e non solo erogano con difficoltà alle piccole imprese, ma anche ai privati. Certo c'è ancora chi scrive: "mutui on line cresciuti del 30%", ma non è vero niente. Sono forse cresciute le richieste online, perché le persone, disperate, si fanno fare preventivi sul web. Ma tra il preventivo e l'effettiva erogazione ci passa il mare, anzi l'Oceano. Sono in difficoltà anche le reti di venditori di case più mutuo. Vende solo chi ha case di pregio per persone che i soldi li hanno e non sanno più dove investirli.

E allora? Consigli? Tornare al vecchio sistema dei prestiti tra parenti e amici? Rinunciare al sogno di una casa? Le finanziarie si stanno dando da fare e offrono prestiti cospicui (e carissimi) anche di 30-50mila euro per chi appunto deve raggiungere la somma che serve per acquistare/ristrutturare casa. Anche perché qualche buona occasione inizia a presentarsi sul mercato. Di fatto, però, le storie che mi raccontano le vostre email sono quelle dell'Italia di sempre: la famiglia si organizza. C'è il signore anziano rimasto vedovo con abitazione troppo grande per lui che acquista casa più piccola e modesta utilizzando tutti i risparmi di una vita messi da parte per il futuro (ma ormai sono solo e con la pensione ce la faccio lo stesso) ma non riesce a vendere la sua, troppo costosa affittandola alla cugina con quattro figli che al contrario sta in una casa in affitto piccolina e non riesce a trovare il mutuo per acquistarne una adatta alla famiglia numerosa. C'è il figlio divorziato che non ce la fa ad acquistare nulla e torna dai genitori. C'è lo studente che vive con l'anziano (una formula che vedo sempre più di frequente soprattutto nelle grandi città con affitti troppo cari). C'è la coabitazione di single e anche di famiglie. In altre parole, ci si arrangia.

Chi ha un mutuo, quindi, si ritenga super fortunato e continui a pagarlo con costanza. Chi è un bravo pagatore potrebbe, in un futuro che ci si augura più stabile e roseo, doventare il bravo cliente da coccolare, quando le banche si risolleveranno. Forse addirittura prima di quanto immaginiamo (leggi qui).

1 commento:

Angelino ha detto...

Ma io non vedo che il mutuo sia morto se mai è diventato molto più caro: voglio dire anche da una settimana all'altra il mio è aumentato non nel tasso ma nelle spese, nell'assicurazione dal momento in cui l'ho chiesto ad oggi. Vi pare sano?