Adv

giovedì 3 maggio 2012

Nuovi mutui all'orizzonte. Ed è meglio un fisso

Passo per via e vedo che al Banco Popolare tutte le vetrine hanno una nuova promozione, dopo mesi e mesi di assoluta tranquillità. E (incredibile!) la promozione riguarda un mutuo. Si tratta di una proposta per un tasso fisso "Last Minute". Cosa significa. Le condizioni di tasso fisso per questo mutuo sono le seguenti. 4,75% per il primo anno e 5,25% per gli anni successivi. Ottima cosa, un fisso. Ma perché proprio quando l'Euribor sta scendendo e i soloni del Mutuo sui giornali pontificano sul bello del variabile? Perché siamo in un oerodo molto turbolento. Provate a pensare a un ritorno alla Lira. I tassi schizzerebbero all'insu' anche fino al 10-11%! Meglio stare tranquilli con il fisso e calibrarlo sulle proprie possibilità mensili. Da qui in avanti le offerte di mutui fioccheranno. Perché le Banche hanno ottenuto credito dalla Bce e devono anche dimostrare di saper ancora fare la Banca. E se la Banca non eroga prestiti, che ci sta a fare? Nel caso di questa offerta bisognerà affrettarsi al 31 maggio per la richiesta e al 30 giugno al massimo per chiudere il contratto. Ma a breve, soprattutto per le coppie giovani, qualche spiraglio si aprirà.

1 commento:

emilio iazzetti ha detto...

Casa, Mutuo, Mercato Immobiliare e Famiglia
Senza gettare la croce solo addosso alle banche, sembra opportuno soffermarsi su alcuni punti che appaiono discutibili: l’andamento dei tassi ed il possibile ritorno alla lira e il “mestiere” delle Banche.
L’andamento dei tassi sembra essere assolutamente altalenante ed incerto stante la situazione politica dell’Europa e rapportandola agli USA, dove sono in corso elezioni con dubbio risultato. Considerando poi i rapporti con il resto del mondo (Produttori e Nuovi potenti) la situazione appare ancora più instabile. È da considerare anche la speculazione, non dichiarata ma latente e sommersa, sui debiti sovrani europei.
Il possibile ritorno alla Lira sembra improponibile poiché l’uscita dall’Euro, del nostro Paese come di altri, rappresenterebbe, per tutto l’eurosistema, la catastrofe dalla quale, forse, neppure la Germania ne uscirebbe completamente indenne.
Il “mestiere” delle Banche è (secondo un vecchio sillogismo di un Maestro italiano dell’Economia bancaria) “la compra-vendita del denaro” (viene impiegato infatti il denaro raccolto); che, come ogni attività commerciale, deve coprire le spese e lasciare un margine. L’intervento della Banca Europea ha dato ossigeno in un momento di flessione della raccolta (causata da scarso risparmio e paura). Fra i motivi, però, che hanno indotto le Banche a contrarre le erogazioni di mutui primeggia il fattore “ingessamento” cioè scarsa disponibilità di capitali da impiegare, in alcuni casi anche solo a breve, ma sicuramente a lungo termine, per mancanza di disponibilità di capitale proprio e di raccolta a lungo termine o stabilizzata.
La stagnazione del mercato immobiliare, inoltre, ha fatto la sua rendendo non più appetibile la garanzia ipotecaria a causa della non più agevolmente liquidabile l’eventuale escusso.
Detto ciò, la disponibilità pubblicizzata oggi da qualche Istituto di Credito è solo apparente nella speranza di sopperire al momento che tutti auspicano transitorio.
Da considerare anche che la situazione impositiva, fiscale, in atto, non agevola la formazione della piccola proprietà e neppure gli investimenti immobiliari. Infatti, il prelievo fiscale, specie sulla prima casa, costringe molti a sacrifici per la gestione di tutte le spese, mutuo in particolare. Se poi si considera la situazione economico-imprenditoriale quale occasione di occupazione o di licenziamenti incipienti, cioè, quindi, se si considera la situazione lavoro ne consegue che la produzione di reddito è limitata e così la possibilità di investimento, supportato da mutuo, nel bene casa sembra lasciare forti dubbi.
Allora, parlare di ripresa del mercato immobiliare e di riapertura dei mutui appare aleatorio, sembrerebbe più consono parlare di nuova disponibilità cioè di ripresa della possibilità di accesso a mutuo ma a fronte di salde garanzie di solvibilità (quasi denaro contro denaro). Sembra, infatti, che oltre alle classiche garanzie ipotecarie, oggi, assumano incondizionato valore le garanzie liquide anche con scadenze a tempo (ad esempio titoli a medio lunga scadenza) in aggiunta a stabilità di reddito capiente.
Alla luce di quanto detto, sembra doveroso richiamare l’attenzione sulla necessità di rivedere il massacro fiscale riversato sulla casa e sugli immobili in generale avendo riguardo al fatto che il comparto edile è quello che da sempre ha mosso il maggior indotto ed è stato sempre considerato a livello di leva primaria per lo sviluppo dell’economia nazionale. Senza scomodare il compianto Tupini o Fanfani o altri passati statisti, che hanno incentivato la formazione della piccola proprietà edilizia, basti ricordare che fra le prime cose che un nuovo nucleo di tipo familiare cerca, si trova la casa, che, mentre in economie comuniste era fornita dallo stato, nelle altre economie (compresa la native primitive) è individuale. Ne deriva che la casa assume, nella scala dei bisogni, una posizione primaria tale da spingere e trainare tutto il mercato, lavoro compreso, e tutti gli investimenti conseguenti. emilio iazzetti