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martedì 23 ottobre 2012

A casa di mammà

"Se le banche non concedono più credito, cioè mutui e finanziamenti, come fare per acquistare casa? La risposta è semplice: non si acquista più. O meglio, si acquista molto meno. A meno che non si abbia da parte una somma sufficiente per affrontare l’acquisto senza doversi rivolgere a una banca." Così scrive Of-Osservatorio finanziario (leggi qui). In pratica o paga papà o si rimane a casa di mammà.

D'altra parte le banche sostengono che non sono Onlus, opere senza fini di lucro e oggi il mutuo è un prodotto troppo rischioso. E' rischioso perché prima di tutto l'inflazione è bassa. E poi i salari sono bassi. 
E poi le case sono troppo care. E poi manca il lavoro. E poi mancano le imprese solide. E poi falliscono anche aziende che hanno centinaia di anni e migliaia di dipendenti. E poi, e poi... 

Mi ha colpito un recente post di un blog di una banca spagnola (le banche non danno mutui ma postano, twittano e socializzano) in cui si cercava di rispondere a una domanda cardine: "Ma la banca a cosa serve?". 

Sono a un convegno a Milano in cui si discute dei nuovi pagamenti con cellulare, quei pagamenti che si possono fare anche con carte prepagate paypass già oggi, se si va ad esempio in un McDonald's a prendere un caffè o un bel cheese burger, e qui si capisce che la battaglia per fare a meno delle banche è iniziata. Voglio dire: se un gestore telefonico ha una sim che ingloba una carta prepagata (e Vodafone na ha già una sua) a cosa serve la banca? Io pago tutto con il cellulare,  ci faccio anche accreditare lo stipendio, controllo le spese e il gioco è fatto. Tanto la banca il mutuo non me lo dà. Il prestito è troppo caro. Gli investimenti sono troppo rischiosi o danno troppo poco. A cosa serve la banca a questo punto? Su questo argomento leggi qua "Se il caffè lo paga il cellulare" del nostro Teo Baldosan. 

L'argomento è delicato e non posso esaurirlo io in un post, ovviamente. Intanto ecco qualche spunto. Primo: la banca deve ritornare a dare mutui,  riuscendo ad esempio a convincere i politici a trovare fondi di garanzia per categorie sociali che sono indispensabile alla crescita di una Nazione, come le giovani coppie.
Secondo: la banca deve tornare a creare lavoro, ad esempio nel campo dello sviluppo tecnologico, anche nel settore dei pagamenti.
Terzo: la banca deve sviluppare non solo grumi di cemento e acciaio, ma riprogettare intere città. 
Mi sembra un po' poco che le banche si preoccupino di popolare solo facebook. 


E poi devono elargire servizi non solo bancari. Riuscendo a mantenere un'offerta con prezzi competitivi. E qui c'è tutto un mondo da scoprire. 

martedì 9 ottobre 2012

Google muove i primi passi per diventare Banca. Mentre Amazo... %%% OSSERVATORIO FINANZIARIO %%%

Google muove i primi passi per diventare Banca. Mentre Amazo... %%% OSSERVATORIO FINANZIARIO %%%
Non più sconti, ma veri e propri prestiti. Questa la novità annunciata da Google che, secondo indiscrezioni riprese anche dal Financial Times, sta per lanciare una card e una linea di credito agli investitori delle sue Adwords, gli spazi pubblicitari sulla Rete, ma anche sulla carta stampata. Il finanziamento potrebbe arrivare fino a 100mila dollari al mese con una partenza base di 200. 

Perché questa decisione? Perché le banche hanno rinunciato, anche negli USA, a fare credito e questo credit crunch sta soffocando il mercato pubblicitario. 

L’idea non è nuova: prima a lanciare la proposta di sostituirsi alle banche nel mercato dei finanziamenti, infatti, è stata Amazon. I due big dell’e-commerce e dell’advertising sono dello stesso parere: le aziende non fanno abbastanza promozione e il mercato sta languendo. “Stiamo cercando una soluzione – dicono quelli di Amazon – negare l’accesso al credito inibisce la crescita”. 

lunedì 8 ottobre 2012

Se alla banca preferisco i carabinieri

Dal primo ottobre tutti coloro che ricevono una pensione sopra i 999 euro dovranno avere un conto corrente. Per questo motivo ha colpito l'immaginazione il caso di cronaca del novantenne che porta i risparmi di una vita (circa 50mila per un pensionato di soli 500 euro al mese sono un vero miracolo) non in banca, ma dai Carabinieri.
Della banca non ci si fida più o ci si fida molto poco. Questa mancanza di fiducia mina tutto il sistema e non sono solo gli anziani a temere di venire truffati, ma anche i giovani. Anzi soprattutto i giovani.
Ecco perché spero che questo mio post di oggi infonda in loro un po' di fiducia.

E mi riferisco soprattutto ai giovani che si vogliono sposare, avere figli e quindi mettere su casa. Proprio oggi ne ho incontrato uno a cui avevo consigliato un paio di anni fa di andare a ridiscutere il suo mutuo. Ci è riuscito, mi ha detto, ed è molto contento, perché, grazie a quel suggerimento, ha quasi finito di pagarlo. Cosa gli avevo suggerito (non me lo ricordavo nemmeno più)? Di aumentare l'importo della sua rata (e non al contrario di diminuirla)  con un tasso variabile a spread basso. In pratica, contando su un periodo di tassi molto bassi, gli avevo detto di provare ad accorciare il periodo di ammortamento e di chiudere in anticipo il debito. Ci sta riuscendo. Ed è molto contento.
Perché chiudere un mutuo? Perché un periodo di tassi così basso non dura per sempre. Ergo: o provate a chiudere al più presto con un variabile oppure preferite un fisso sul lungo periodo.
Tempi duri e difficili ci attendono. Con un Pil sotto zero (a fine anno saremo a -4%), una ripresa che non arriverà nemmeno fra due anni, eccetera eccetera, meglio cercare di chiudere i debiti. Non è questione di fiducia, ma di buon senso.
E non c'è bisogno di andare dai Carabinieri, ovviamente.

Alla fine, il novantenne si è fidato di un direttore di banca, la sua, e gli ha affidato i suoi risparmi (meglio che tenerli nelle mutande come faceva lui, ovviamente). E quel giovane con un mutuo ha messo su famiglia. La fiducia nasce anche da casi di successo di questo tipo.