Adv

lunedì 9 dicembre 2013

Nel 2014 le banche si dedicheranno davvero ai mutui? Ma solo se trovano un "buon ciente"


Da gennaio si dovrebbe scatenare la ricerca del cliente che acquisti casa e richieda un mutuo. Un buon cliente, con risparmi da parte, affidabile eccetera eccetera. Questo perché la convenzione ABI e Cassa Depositi e Prestiti per il Plafond Casa prevede ben 2 miliardi di euro per sostenere il mercato del prestito ipotecario. E allora? Allora qual è il "buon cliente" per una banca? Il buon cliente per eccellenza è il socio, per le popolari e le territoriali. Il socio o il figlio, parente del socio. Prima di tutto perché il socio ha investito nella banca e perché di solito è anche un risparmiatore. Ed ecco che proprio dal 2014 le banche si dedicheranno a inventare mutui per i soci. E anche luoghi di aggregazione e nuovi servizi di accoglienza per le loro famiglie, anche allargate che potrebbero portare altri potenziali "buoni clienti".
Poi c'è il cliente storico che un mutuo ce l'ha già e ha sempre pagato puntualmente. Peccato che questo cliente di solito le banche non lo considerino affatto, lo dimenticano, anzi, mentre le società come AGOS e simili lo coccolano invitandolo/a a amlpiare il prestito, a rinnovarlo, abbassando la rata (ma non il tasso). E prolungando nel tempo il debito.
C'è poi il giovane con famiglia appena costituita, che è un buon cliente solo se ha anche i genitori che sottoscrivono una fidejussione o meglio due.
Da ultimo, il "buon ciente" è colui che mette sul piatto altri immobili o asset. E questo cliente sta diventando popolare, perché ci sono ormai molti proprietari di immobili, anche nei centro città, con palazzine, negozi e uffici sfitti anche da anni e anni che taglieggiati dalle tasse e dalle spese non sanno più a che santo votarsi. E il San Mutuo potrebbe venire in aiuto. Per mantenere uno status sociale che ormai sta calando dappertutto.
Vedremo.
Intanto a tutti i miei lettori tanti auguri di buone feste.
Dal 2014 questo blog cambierà, perché non voglio e posso occuparmi solo di muti. ormai è un po' riduttivo, visto che il mio lavoro è il marketing bancario a tutto tondo.
AUGURI!

giovedì 7 novembre 2013

Tassi piatti, inflazione ai minimi. Un bene o una sciagura?

Il presidente Mario Draghi l'aveva promesso e oggi l'ha ribadito dopo l'annuncio di un taglio drastico di un quarto di punto da 0,50 a 0,25% dell'indice di rifinanziamento della Banca Centrale Europea: "I tassi rimarranno stabili o bassi ancora a lungo". Alemeno fino a quando ripartirà l'economia. Ma non è così semplice.
Inoltre, per alcuni economisti ascoltati anche dalla sottoscritta e anche per molti bancari di lungo corso un tasso basso e una inflazione bassa non facilitano affatto la ripresa dell'economia. E nemmeno la ripresa del mercato dei mutui.
Se un tempo c'era l'interesse a prendere un mutuo a 30 anni a tasso fisso magari al 5-6 o 7% con inflazione in crescita cosìcchè dopo i primi 10-15 anni la rata diventava leggera quasi evanescente, oggi non è così. Anche perché l'inflazione può anche sembrare bassa, ma le spese per la casa lievitano. A me è appena arrivata una tegola, un conguaglio che riassume più di un anno di spese condominiali. Che si fa? Se non la paghi ti mandano anche la lettera dell'avvocato con altro denaro da spendere. E non finisce qua. L'IMU si pagherà o no? E la TARSU o altri nomi simili? In altre parole, mantere una casa è sempre più caro. E poi c'è l'incognita lavoro. Un tempo si pensava di stare in una azienda per tutta la vita. Adesso non più: dalla sera alla mattina anche moglie e marito che stavano bene si trovano sul lastrico, con i genitori anziani e pensionati costretti a dar fondo ai risparmi. E che dire poi delle spese sanitarie in crescita esponenziale? In altre parole, non bastano gli annunci, non bastano le idee creative dei banchieri centrali. Occorre una politica che sappia venire incontro a tutti, sottolineo tutti, i problemi della famiglia. Il tasso basso non serve se manca il lavoro, l'inflazione bassa non è reale se poi aumentano spese indispensabili alla vita quotidiana. Senza poi dimenticare che una impresa non si può mettere in piedi senza finanziamenti se pur minimi e le banche in questo fanno orecchie da mercante. Non è un caso se poi quando si va a chiedere 10.000 euro (diecimilaeuro) per una azienda che ne fattura da anni oltre 300mila ti chiedono di ipotecare la casa.

martedì 5 novembre 2013

L'ufficio diventa casa. No la casa è il mio ufficio

Un mutuo che vale per due. Per la casa e per l'ufficio. Si può chiedere? Perché no. Oggi soprattutto che di uffici c'è una enorme abbondanza e si spuntano anche buoni prezzi, mentre ahimè gli affitti lievitano anche del 300% e oltre perché l'IMU costa e il proprietario cerca di rifarsi sull'inquilino. E allora, ben venga un mutuo per l'ufficio, che diventa anche casa. Oppure per la casa che diventa ufficio. Perché oggi è meglio lavorare dove si abita o abitare dove si lavora. Gli orari sono flessibili, si abbattono i costi di trasporto, di vitto e perfino di palestra. Leggi qua in OfNews una inchiesta sul tema nell'ambito del Magazine "Cambio vita a 50 anni".

Ma il mutuo? Se ne possono chiedere due, uno per l'abitazione e uno per l'ufficio, magari il secondo ha delle garanzie aggiuntive, quelle del socio o dei garanti dell'attività. I tassi sono ancora molto bassi e conviene aprofittarne. Partendo da una stabile locazione, è più facile costruirsi un futuro. Se poi l'ambiente è sufficientemente ampio, perché non pensare a costruirci una piccola palestra privata, da condividere con i collaboratori, amici eccetera.


giovedì 17 ottobre 2013

Se la filiale chiude e il mutuo costa di più

Mi scrive Bruno (non è il vero nome): la filiale della banca presso cui ho acceso un mutuo per la mia prima casa ha chiuso. Era comoda e mi permetteva anche di prelevare contante al bancomat gratuitamente. Adesso quindi vorrei chiudere quel conto, restituire il bancomat e tenermi solo un conto presso la banca che ho proprio sotto casa. Solo che quando sono andato dalla banca presso cui ho il mutuo, in una filiale molto distante da casa purtroppo e ho detto che avrei chiuso il conto, mi hanno detto che in questo modo avrei dovuto sborsare 5 euro al mese per spese di RID bancario sulla rata. Ma è legittimo? Non c'è una legge che lo vieta?

Ho risposto a Bruno e rispondo ai molti che chiedono la stessa cosa, dato che sono ormai numerosissimi i casi di filiali chiuse dall'oggi al domani (che tristezza le vetrine vuote anche nel centro città!). Non c'è nessuna legge. La banca si tutela. Consiglio però di verificare sempre se la banca "sotto casa" sia la più conveniente. Se lo fosse, si provi anche a trasferire il mutuo dalla banca "che vi ha abbandonato" magari si riesce a spuntare qualche vantaggio.

C'è da dire che sarebbe opportuno che si usasse meno il contante e più le carte di pagamento senza ricorrere al cash e quindi a spese di prelievo anche se alcuni conti permettono di farlo gratuitamente ovunque (vedi in contiaconfronto.com). Ma capisco: eravamo abituati alla banca sotto casa, al buon vecchio Bancomat. Ora bisogna iniziare a usare il denaro in modo diverso.

lunedì 23 settembre 2013

Il mutuo della casta? No, solo un mutuo agevolato con garanzie da enti, associazioni eccetera

Sta andando benissimo un pezzo pubblicato appena qualche minuto fa (leggi qua) dal titolto: "I mutui (agevolati) delle Casse. Ecco quanto risparmiano medici, avvocati, ragionieri, rappresentanti, giornalisti, statali..."

Volevo intitolarlo Il Mutuo delle Caste, ma giustamente mi hanno fatto osservare in redazione: ma perché mai un avvocato deve sentirsi casta? Beh è la moda del momento: inveire contro le caste. Facile, no, prendersela con un deputato che si è sentito proporre un mutuo a tasso agevolato dalla banca che ha uno sportello al Parlamento com'è stato denunciato un po' di tempo fa addirittura con interrogazioni parlamentari. E perché mai allora non prendersela con chi fa mutui agevolati ai bancari e a tantissime altre figure professionali?

Invece di inveire, noi di Of ci siamo detti: perché non dire che questi accordi con le banche sono vantaggiosi per tutti. La banca si sente garantita, l'associazione fa da filtro e il cliente è avvantaggiato da tassi  migliori. Tutti contenti, quindi. 

Se trovate che ci siano altri enti e casse da citare fatemelo sapere via email. Siamo sempre disponibili a verificare e pubblicare aggiiornando l'elenco di oggi. Grazie a tutti.

giovedì 5 settembre 2013

Meglio una casa all'estero? Ma perché?

A luglio e ad agosto si sono susseguite notizie del tipo: che sorpresa, ripartono i mutui! Beh sono proprio contenta. Noi di Of lo avevamo scritto bel 225 giorni fa (leggi qua: http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=1282) che i mutui sarebbe ripartiti. E oggi anche nelle filiali le vetrofanie ne cantano le lodi: spread più bassi (anche di pochissimo), vantaggi in termini di flessibilità e anche premi.

C'è solo un ma, non di poco conto: i mutui di oggi non sono come quelli di prima della crisi. E' molto difficile spuntare un impegno per oltre il 60% del valore dell'immobile e in più l'immobile potrebbe valere meno di quanto costi. Da qui un aumento generalizzato a settembre delle parcelle di chi fa la stima dell'immobile (cioè la cosiddetta perizia, che ormai non costa meno di 300 euro). Ma le case costano davvero meno di prima? Non sembra leggendo gli annunci. Il calo è solo per immobili in periferia. Ma per quelli di valore o comunque in zone ben servite c'è anche da registrare qualche aumento. C'è poi da segnalare che in molte località di villeggiatura fioccano i cartelli vendesi che s'ingialliscono con gli anni che passano, senza nemmeno una telefonata. D'altra parte se in Spagna o in Germania, ma anche in Francia si possono acquistare begli appartamenti a cifre contenute,(leggi qua http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=1397)  perché spendere cifre chiaramente fuori mercato in località turistiche italiane? Ma perché poi le case da noi sono così care? Colpa delle tasse?

Se ne parlerà al possimo 21esimo Forum di Scenari Immobiliari dal 14 settembre.

martedì 18 giugno 2013

Se potessi avere 1000 euro al mese....

C'è qualcuno che vuole pagare il mutuo per 50 anni? A tasso fisso? Le banche iniziano a proporlo anche se proprio non in questo modo. Di fatto, cercano di rendere più leggera la rata o meglio più tranquilla, spiegando che il mutuo si può ridiscutere nel tempo. E se poi si salta qualche rata, niente mora e niente paura: si sospende e poi si ricominica a pagare con gli interessi. Meno elevati che in caso di incaglio del prestito, ovviamente.

Ma guardando i tassi oggi se si potesse sottoscrivere un mutuo a 50 anni con un IRs che è oggi del 2,54% quindi molto basso, aggiungendo anche il 3% di media, si ottiene un prestito, per 200mila euro, che richiede una rata di "soli" 1000 euro e rotti.

Una coppia di vent'anni, quindi, potrebbe permettersi un appartamento di un certo valore, partendo da un bel gruzzolo pagando 1000 euro, in pratica come un affitto in semicentro a Milano per un bi o trilocale.
E a 70 anni si troverebbe con un capitale su cui contare. Ma sarà davvero così? Le case varranno ancora così tanto fra mezzo secolo?

Per chi l'abita, una casa, vale comunque moltissimo e quindi come prima casa potrebbe valere il sacrificio.

Ma perché mi sono permessa di fare questa "assurda proposta"? Perché, ripeto, le banche ci stanno già pensando, solo che non lo ammettono così smaccatamente.

Un mutuo con l'opzione in pratica è un mutuo che può durare anche mezzo secolo, che dopo un periodo di 15-20 anni si ridiscute per ottenerne un successivo di altri 15-20 anni e così via. In questo modo, la famiglia riesce anche a sembrare ancora in grado di sostenere un ritmo di vita da middle class, invece di piombare nella ristrettezza.

Perché è questo che sta accadendo. Molti giovani, con lavoro precario o senza lavoro, arrivano anche a 50 anni senza potere stabilire una famiglia, fare dei figli, avere una dignità professionale. Che almeno la casa rimanga un diritto.

venerdì 7 giugno 2013

Se la banca riduce (aumenta) lo spread

Leggo e commento. Non è vero che i mutui sono sempre più cari. O meglio: alcune banche continuano a far salire lo spread (maggiorazione) applicata al tasso di riferimento che è al minimo storico (la BCE ha mantenuto inviariati i tassi allo 0,50%e l'Euribor oggi a tre mesi è a quota 0,20%), altre invece lo fanno scendere. Finalmente la concorrenza tra le banche c'è. Bisogna che anche il cliente diventi un abile negoziatore e sappia usare i numerosi strumenti a disposizione per capire cosa è davvero conveniente e cosa al contrario non lo è per niente.
Tra questi strumenti ci sono:
1. i numerosi siti tra cui anche il nostro mutuiaconfronto.com dove è possibile fare alcune simulazioni e verificare quali sono i mutui migliori nelle diverse categorie (variabile, fisso, misto, variabile BCE);
2. i blog e i forum dove chiedere consiglio;
3. le community dove confrontarsi con altri per capire se esistono problemi, intralci oppure offerte vantaggiose.

Cercare il mutuo adatto, quindi, porta via un po' di tempo, ma con internet si riesce a risparmiarne un po'. Il problema numero uno, però, è che epr chiedere denaro bisogna averne di denaro. Perché anche le banche migliori non danno il 100%, ma al più l'80% e a volte (quasi sempre) il 60 o 50% (che è la media europea).

Qual è oggi la media di tasso per un variabile? Guardando il MeteoMutuo di Of, per un prestito di 100mila euro restituibili in 15 anni il tasso finito (Taeg) che comprende le spese di istruttoria, perizia ed eventualmente anche della rata mensile è di 4,3%, per un misto è di 4,7% e per un fisso è del 6% circa. Quindi lo spread medio è del 4%. Veramente molto elevato. Ma si tratta di cifre massime.
Tutto si può ridurre se:
1. si ha un lavoro dipendente a tempo indeterminato
2. si offre qualche garanzia aggiuntiva (fidejussione su altro immobile, depositi in conto eccetera)
3.se si è soci della banca (leggi qui).

Meglio, poi, se si fa richieste del mutuo da internet risparmiando spese di istruttoria e accelerndo i tempi di risposta.

Da ultimo un consiglio: oggi i tassi variabili sono davvero bassi rispetto ai fissi. Si scelga però qualche ciambella di salvataggio, tipo rata fissa e durata variabile, Cap o tetto massimo, opzione di tasso e simili. Costa di più, ma è una garanzia per il futuro.



mercoledì 29 maggio 2013

Il SocioMutuo

La banca a caccia di soci fa sconti su conti e mutui. Non solo. Avvantaggia con affidamenti anche professionisti e artigiani. Ma ne vale la pena? Sì e no. Sì, se si cercano vantaggi soprattutto su mutui e prestiti. Sui mutui in particolare (leggi qui) ci sono spread più contenuti intorno a 60 - 80 punti base che oggi non è poco. Anche le spese sono azzerate o scontate. Nei prestiti, si offrono maggiori garanzie. Ma attenzione ovviamente se la banca poi decide di non rimborsare l'investimento oppure se il valore dell'azione è sceso come purtroppo è accaduto in quasi tutte le banche negli ultimi anni.
E allora che fare? Il socio ha dei vantaggi, ma deve riuscire anche a seguire con maggiore attenzione le attività della banca.
E al tipo di banca.
Non devono spaventare le notizie come questa alla BCC Euganea (leggi qua) ma se mai mettere sull'avviso: bisogna seguire le attività della banca di cui si diventa soci altrimenti si rischia di perdere invece che di guadagnare.
Un utile pagine di domande e risposte si legge in questo sito di UBI Banca (leggi qua). Ma UBI Banca è quotata e quindi il valore delle sue azioni è chiatamente rintracciabile. Diverso è il caso di una banca con azioni non quotate dove basta una delibera della sera prima per azzerare la propria quota il mattino successivo. Attenzione quindi.
Consiglio di leggere anche questa pagina (leggi qua) dove si descrive in sintesi qualsi sono i diritti di un socio di una banca di credito cooperativo.
Sempre disponibile a rispondere alle domande mandate mail a franted@gmail.com.


giovedì 9 maggio 2013

Quando il mutuo cambia la società

Oggi un top manager di un grande gruppo bancario ha - credo incosapevolmente - cambiato la società italiana. Lanciando un mutuo. Il mutuo in questione non ha niente di straordinario in sè: lo spread è sempre del 3% o anche di più, è variabile, variabile con Cap e fisso eccetera eccetera.
Quello che cambia è che possono richiederlo le giovani coppie anche se non sono sposate, nè lo sono di fatto. In pratica basta che due giovani abbiano ciascuno un lavoro, anche a tempo determinato e un reddito che riesca a sostenere la rata e il contratto si fa.
 Niente fondo di garanzia giovani coppie, sposate in chiesa o non, niente coppie di fatto. Bastano due giovani. Anche due donne, anche due uomini? Non è stato specificato, ma pare di sì.
E' una rivoluzione che, spiega il top manager, nasce dalla constatazione che niente sarà più come prima: ormai abbiamo subito perdite come in guerra, ci sono cadute addosso quattro bombe e ci tocca vivere sotto le macerie. La prima bomba è, appunto, la mancanza di lavoro a tempo indeterminato. Che non tornerà mai più. La seconda la crisi finanziaria, la terza bomba le tasse ormai arrivate a quote insostenibili e la quarta la completa mancanza di fiducia. Non mancano i prestiti, afferma, mancano i clienti. Che vi dicevo io? Lo sostengo da tempo, contrariamente a quanto scrivono i giornali. I mutui sono a zero perché non ci sono più clienti. E non ci sono clienti perché c'è molto sconforto e soprattutto manca il lavoro. Mio nonno mi raccontava che quando si sposò, lui prima in chiesa e poi in comune, non aveva certo una casa di proprietà, ma nemmeno un letto, ancora solo un materasso. Si costruiva un po' alla volta. Mio padre prima di acquistare casa ne cambiò credo cinque o sei. Adesso si parte dalla casa e forse dopo si costruisce la famiglia.
Speriamo che questo sia un cambiamento felice nella infelicità della mancanza di lavoro.

venerdì 3 maggio 2013

Scende il tasso BCE. In attesa della discesa degli spread

Con uno 0,50% di tasso di rifinanziamento della Banca Centrale Europea attendiamo con ansia che gli spread applicati dalle banche scendano e scendano in fretta. Magari anche di 50 punti base, perché no? Bisogna abbandonare il 3% per un 2,5% o anche di meno. Bisogna riaprire i rubinetti. Chi prima arriva meglio alloggia.
E a proposito di alloggi, sto verificano personalmente che nemmeno gli affitti sono in calo, ma al contrario sono in aumento. D'altra parte, con pensioni risicate chi ha una casetta da affittare cerca di trarne il massimo vantaggio. In più se un inquilino può permettersi di più vuol dire che è più affidabile.E quindi, tempi amari per chi la casa non ce l'ha.
Sarebbe fantastico in questo frangente riuscire a dare modo a chi ha mutui ancora troppo cari di ridiscuterli a tassi vantaggiosi per chiudere il debito in tempi più rapidi, pagando una rata maggiore oggi.
Mi spiego: tassi così bassi non possono durare ancora per molto. A meno che non continui la dissoluzione del mondo occidentale e si vada perso una vera catastrofe sociale. E allora?
Allora sarebbe splendido potere ridefinire il prestito su tassi più bassi. In modo da chiuderlo in fretta. Con un mutuo variabile a rata fissa molti sono riusciti a chiudere in tempi più rapidi del previsto il loro mutuo (ricordate il "sonni tranquilli" tanto vituperato? Ebbene come dicevo io in tempi non sospetti, cioè nel 2007, era un ottimo mutuo). Adesso dovremmo riuscire a potere avere un mutuo che prevede rate più elevate all'inizio per poi scendere nel tempo. Mutui così sono spariti dai listini. Torneranno?

mercoledì 24 aprile 2013

Scende lo spread: si apre il mercato del mutuo

Torna la bella stagione per i mutui. Da oggi lo spread è sotto la soglia 270 (leggi qua), che, come ammetteva il manager UniCredit a Of (leggi qui) era considerata la soglia critica dalle banche per tornare a fare credito. Torna quindi il bel tempo nel MetoMutuo di Of (vedi qua) e il sole brillerà ancora di più quando la BCE taglierà di un altro quarto di punto i tassi. Le case, intanto, costano un po' meno, non moltissimo (leggi qua), ma sempre meglio di niente. Il problema che permane è il lavoro: chi non ha lavoro o ha un lavoro precario non può pretendere di accendere un prestito che dura anche 20-30 anni. Il prossimo Governo dovrà fare da garante e comunque lavorare e molto sul tema lavoro e soprattutto lavoro giovanile.
In questo contesto quindi, solo buone notizie.
Si tratta di vedere se sarà proprio così. Mandate vostre osservazioni ed esperienze anche via email qui. Vi risponderò coem sempre privatamente.

giovedì 11 aprile 2013

Facile dire sciocchezze sui mutui

Dunque: la categoria che non riesce a ottenere il mutuo è quella degli operai? Ma va? Chi lo avrebbe mai detto? E che tipo di operai? Ci sono operai specializzati che hanno stipendi di molto superiori di insegnanti e quadri. E perché mai dovrebbero accedere meno frequentemente a un mutuo? Il 5% dei mutui richiesti ottiene l'erogazione? Magari! Il 2012 è stato l'anno zero del mutuo: zero erogazioni perché ci sono state zero richieste. O quasi. Non si tratta solo del problema della banca che non eroga il mutuo. Mancano i clienti. Negli ultimi focus group organizzati per il Miglior Mutuo 2013 da Of ho ascoltato persone che hanno ammesso di "non avere più un conto con la banca" come fosse un risultato meraviglioso. Ovvero: non ne ho bisogno. Altri, giovani, che ammettono: "Banca? No grazie. Finchè posso ne faccio a meno". In altre parole, sono le persone che si sono prudentemente tagliate fuori dai mutui e in generale dai prestiti come presto leggerete nel Rapporto annuale Prestiti di Of. Ma perché allora scrivere cose così banali come fanno alcuni sedicenti siti di confronto? Si faccia attenzione a quel che si scrive. Quello che oggi manca perchè ci sia un ritorno al mutuo si legge in questa intervista qua. 
Inoltre, faccio presente, che è l'ora di studiare conti correnti che prevedano formule di risparmio per giovani che li porti poi ad ottenere mutui con spread vantaggiosi.
In più i attende dal prossimo governo una maggiore attenzione a questi temi. Senza la solita fobia contro le banche. 

giovedì 4 aprile 2013

Prezzi delle case giù? Ma quando mai...

Mi diverte leggere i post a certi articoli, post che sono di maggiore interesse rispetto al pezzo dato che riportano dati reali e non forzati o perfino inventati. E' il caso di alcuni pezzi usciti oggi che parlano di una calo sostanziale dei prezzi delle case. Ecco alcuni commenti. "Fate un giro a Pisa e ne riparliamo!" "Venite ad Arezzo dove non sono calati affatto!" "A Roma a me i prezzi sembrano immutati!" "A Mlano i prezzi non sono calati affatto!" E così di seguito.
La verità è che, salvo alcune offerte di primavera, di persone o famiglie in crisi di liquidità anche a causa della pesantissima IMU, le case mantengono il loro valore perchè E' il valore. Il mattone permane un bene rifugio, un salvadanaio, il risparmio con la R maiuscola.
E ovviamente questo dei prezzi elevati anzi elevatissimi crea non pochi problemi ai giovani, ad esempio, che vorrebbero lavorare in una città diversa da quella di origine, ma tra salari bassi e prezzi di affitto alle stelle non ce la fanno. Sentivo un amico che ha optato per la Polonia: guadagna magari pochino come informatico, poco più di 1000 euro, ma la casa di 60 metri quadi la paga 250 euro il mese. E in Germania è lo stesso.
Cosa rende così esosi i nostri proprietari di case? Non parliamo poi dei negozi dove gli affitti sono stati moltiplicati per 100-200 volte. Trasformando il centro delle città in modo probabilmente irreversibile.
Manca completamente una politica della casa e della famiglia. Gli alloggi sfitti nelle città aumentano in numero, ma rimangono sfitti. Oppure gli affitti sono così salati da renderli praticamente irragiungibili. Per il Governo che si spera prima o poi dovrà entrare in carica il tema casa deve essere considerato prioritario.

venerdì 29 marzo 2013

Primavera delle occasioni

"Quanti mutui ha fatto nel 2012? E oggi?" Sto ponendo questa domanda in alcune filiali qua e là. E alcuni amici della community di Of stanno facendo lo stesso. Risposte fino ad oggi: "Zero nel 2012, tre o quattro ad oggi". Ho alcuni amici notaio che si stanno reinventando il lavoro dato che di contratti di mutuo non ne hanno da mesi. Il mercato del mutuo sembra morto o quasi, forse in leggera ripresa. Ma fino a quando il Paese non si riprenderà (lavoro, lavoro, lavoro) e lo spread BTP-BUND non calerà sotto la soglia del 270 (oggi raggiunge quota 350) ci sarà poco da fare.
Eppure questo è il periodo delle occasioni, soprattutto al mare, in montagna, in campagna. Perché l'IMU ha dato una mazzata a famiglie con più di una casa, magari vuota da anni per tanti motivi (figli grandi, invecchiamento, eccetera). E in giro ci sono pochi soldi. Le pensioni sono state falcidiate dall'euro e dall'inflazione.
E allora si vende o meglio si svende. Con tagli anche del 25-30%. Chi ha denaro da parte, quindi, disinveste (tanto si guadagna poco o si perde anche) e acquista. Perché il mattone è sempre il mattone. E poi ci sono anche altre idee: so di una coppia di persone in pensione che, fatti due conti, a sessantasette anni lei e settanta lui si sono detti: perché vivacchiare? E si sono inventati una nuova vita come ristoratori e gestori di un B&B. Hanno chiesto un mutuo: con una banca grande, la loro, niente da fare, pensioni troppo basse. Ma con una banca locale invece ce l'hanno fatta, anche perché quella banca sa che se crescono gli affari in zona cresce anche il business.
La speranza, quindi, che il mutuo si riprenda c'è e la primavera del mutuo sembra sbocciare, anche se fa ancora freddino. ma attenzione: il mutuo va legato al lavoro. E' questo il nodo e la leva più importante.

lunedì 4 marzo 2013

Le filiali sparite

Dopo un mese, dò un appuntamento alle amiche: ci si vede l'8 marzo come sempre al bar quello vicino all'UniCredit. "Quale UniCredit - mi fanno sconcertate - non c'è nessuna banca lì vicino". "Ma sì dai quella filiale che poi è vicina a quell'altra di intesa Sanpaolo no?" Ma hanno ragione loro. Il bar è rimasto, ma la filiale dell'Unicredit e anche quella dell'Intesa Sanpaolo non ci sono più. Le vetrine sporche e vuote sono lì  a testimoniare un passaggio irreversibile verso la banca online. E' vero che almeno Intesa Sanpaolo ti invita ad andare a un'altra filiale che dista solo poche centinaia di metri e questa ti invita (che bello!) ad andarci anche il sabato mattina.  Ma la realtà è questa: le filiali sono in fase di riduzione (1300 in meno quelle di UniCredit, un migliaio quelle di Intesa Sanpaolo, 400 quelli di MPS e via via così anche per le tutte le altre banche).
Cattive notizie? Tristezza? Ma no. Finalmente anche le banche constatano che il vento è cambiato. Utilizzare i servizi bancari da un computer o ancor meglio da un tablet o da un cellulare è talmente facile e veloce, oltre che meno costoso, che ovviamente è il metodo da preferire. E oggi chi ci prova anche solo una volta si domanda, perché non ci aveva pensato prima: basta code in automobile, sfiancati trafserimento in autbus o metropolitana, lunghe code, personale magari disattento o scostante. Niente di tutto questo.
La pagina di entrata, la home della tua banca ti accoglie con un cordiale benvenuto, nell'area riservata ti senti coccolato, trovi tutti i documenti, anche quelli che ti eri dimenticato di guardare, sei al centro dell'attenzione, puoi fare domande anche a personale che risponde gentilmente via chat. E fare un pagamento è cosa di pochi secondi. Se poi usi i servizi di pagamento automatico delle bollette, te ne dimentichi, puoi organizzare pagamenti ricorrenti anche per far fronte a debiti piccolie  grandi, puoi verificare se ci sono prodotti nuovi che ti interessano, confrontare i prezzi. Ah che piacere l'home banking! E la sicurezza, e i cyberladri? Vi invito a leggere il nuovo libro scritto a quattro mani da Vito Di Dario, direttore e cofondatore con me di Of Osservatorio finanziario. Vedi qui. 
Buona Lettura!

venerdì 22 febbraio 2013

Il mutuo parla francese

Ecco che tornano. Lo aveva previsto Of (leggi qui). Ed ecco che Cariparma prima, con una campagna appoggiata anche da grandi cartelloni in metropolitana e dal 20 febbraio anche BNL, con una bella nuova home page, hanno iniziato le loro campagne mutui 2013.
Non è un caso che entrambe queste banche facciano parte di un gruppo francese, la prima appartiene a Crédit Agricole, la seconda a BNP Paribas.
Gli istituti francesi non hanno mai bloccato l'erogazione di mutui e prestiti a privati e imprese. Ma anche in Francia è calata la domanda di mutui e prestiti. La crisi colpisce tutti i Paesi Europei. Solo che in Francia c'è una maggiore attenzione alle necessità delle famiglie. E il governo sta dando stabilità al Paese.
Gli impieghi, soprattutto i mutui, sono prodotti fondamentali per la crescita di una banca. Da qui il rilancio. Ma anche le banche italiane non hanno smesso di erogare (leggi qui). Solo che c'è bisogno di maggiori garanzie. E di maggiore stabilità.
Ripeto sempre che il problema non è la banca, ma il lavoro.
Se anche aziende centenarie e con centinaia di lavoratori che si credevano al sicuro chiudono, se imprese con cassa integrazione di anni devono portare i libri in tribunale, se trovare lavoro sembra una impresa impossibile, allora il problema non è il mutuo. Si guarda il dito che indica la luna.
Il tema lavoro non dipende dalla banca: anzi anche in banca il "posto" non è più sicuro. E in banca sta avvenendo un cambiamento antropologico importante dove spariscono intere generazioni di esodati con esperienza e arrivano giovani ovviamente senza esperienza. Il passaggio da una generazione all'altra manca, perché tra gli schieramenti non c'è collaborazione, ma concorrenza.
Il ritorno del mutuo, quindi, oggi parla prevalentemente francese, almeno nella promozione. La domanda è: chi se lo può permettere?

giovedì 31 gennaio 2013

Alba del nuovo mutuo

Ho telefonato come faccio di solito a inizio anno ad alcuni amici che lavorano in banca e si occupano di mutui. Alcuni di loro mi hanno detto che hanno lavorato a nuove offerte di mutuo. Altri che ci stanno lavorando adesso. Come Of ha scritto (leggi qui) si attende una nuova "alba del mutuo" a partire dalla prossima primavera. Un mutuo, però, molto diverso da prima.
Le novità per un prodotto così consolidato potranno essere solo di tre tipi: limatura dello spread, a fronte di garanzie anche di terzi (leggi: fondi di garanzia); limatura delle spese; assicurazione.
Una delle idee più innovative degli ultimi due anni, a mio parere, è quella di Intesa Sanpaolo che fa pagare (anche scontato) un kit di emergenza nell'eventualità non si riesca a far fronte a una o più rate in un momento difficile.

E uno dei momenti più difficili, a quanto ne so, riguarda quello in cui si è costretti a pagare tasse come l'IMU, non previste e soprattutto carissime.

Sento tanti lamentarsi di avere molti mattoni  e pochissimi euro in banca o in tasca, colpa dell'IMU e delle tasse in generale. Persone che magari arrivati alla soglia dell'età della pensione o anche oltre (70-75 anni) credevano di poter godersi la vita e invece sono costrette a tornare a lavorare, perché non ce la fanno a mantenere lo status e in alcuni casi la discesa verso il basso della scala sociale è molto rapida e altrettanto dolorosa.

Queste persone ovviamente sono anche poco attrezzate psicologicamente ad affrontare questo cambiamento: non hanno mai avuto probemi prima. Ma oggi con i risparmi falcidiati, con i figli senza lavoro, con un lavoro che non c'è più, con le case che generano debiti, non si sa più che psci pigliare. Non è un caso che ci siano così tanti suicidi proprio nella terra dell'oro, fino a qualche anno fa, cioè nel Veneto.

Ecco, quindi, che l'alba del mutuo potrebbe aiutare anche queste persone. Per cui prevedo che l'offerta "innovativa" porterà ad un allungamento dell'età massima prevista per un mutuatario che oggi è tra i 75 e gli 80 anni, ma potrebbe superare questa fatidica data. Con mutui su case già di proprietà, in pratica si tratta di prestiti ipotecari e quindi con tassi molto più bassi (intorno al 4,5% al posto dell'11%).

Chiaro che nessuno che abbia buon senso ama fare debiti: ma che altro si può fare se manca il denaro, ad esempio, per curarsi o per mantenere un figlio senza lavoro? Io so di un caso emblematico: una famiglia con madre, padre di 40 anni e tre figli piccoli mantenuti, tutti, dalla nonna paterna. Perché mamma e papà il lavoro lo hanno perso e a 40 anni si è già vecchi. Non è uno scherzo, è la realtà. Senza contare chi, e sono molti, tornano dalla mamma dopo avere divorziato. Tra l'altro il fatto che molte giovani coppie rifiutino il matrimonio dipende spesso dal problema casa. C'è chi si è sentito rifiutare il mutuo perché il marito ha una famiglia di imprenditori con debiti alle spalle. Ma cosa c'entra? C'entra, e a breve cercherò di spiegarvi come alcune banche stiano riuscendo a inserire nei contratti ipotecari clausole che tirano dentro tutta la famiglia. Per cui attenzione: leggete sempre tutto il contratto e fatelo leggere a persone preparate e di fiducia.