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venerdì 22 febbraio 2013

Il mutuo parla francese

Ecco che tornano. Lo aveva previsto Of (leggi qui). Ed ecco che Cariparma prima, con una campagna appoggiata anche da grandi cartelloni in metropolitana e dal 20 febbraio anche BNL, con una bella nuova home page, hanno iniziato le loro campagne mutui 2013.
Non è un caso che entrambe queste banche facciano parte di un gruppo francese, la prima appartiene a Crédit Agricole, la seconda a BNP Paribas.
Gli istituti francesi non hanno mai bloccato l'erogazione di mutui e prestiti a privati e imprese. Ma anche in Francia è calata la domanda di mutui e prestiti. La crisi colpisce tutti i Paesi Europei. Solo che in Francia c'è una maggiore attenzione alle necessità delle famiglie. E il governo sta dando stabilità al Paese.
Gli impieghi, soprattutto i mutui, sono prodotti fondamentali per la crescita di una banca. Da qui il rilancio. Ma anche le banche italiane non hanno smesso di erogare (leggi qui). Solo che c'è bisogno di maggiori garanzie. E di maggiore stabilità.
Ripeto sempre che il problema non è la banca, ma il lavoro.
Se anche aziende centenarie e con centinaia di lavoratori che si credevano al sicuro chiudono, se imprese con cassa integrazione di anni devono portare i libri in tribunale, se trovare lavoro sembra una impresa impossibile, allora il problema non è il mutuo. Si guarda il dito che indica la luna.
Il tema lavoro non dipende dalla banca: anzi anche in banca il "posto" non è più sicuro. E in banca sta avvenendo un cambiamento antropologico importante dove spariscono intere generazioni di esodati con esperienza e arrivano giovani ovviamente senza esperienza. Il passaggio da una generazione all'altra manca, perché tra gli schieramenti non c'è collaborazione, ma concorrenza.
Il ritorno del mutuo, quindi, oggi parla prevalentemente francese, almeno nella promozione. La domanda è: chi se lo può permettere?

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