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giovedì 7 novembre 2013

Tassi piatti, inflazione ai minimi. Un bene o una sciagura?

Il presidente Mario Draghi l'aveva promesso e oggi l'ha ribadito dopo l'annuncio di un taglio drastico di un quarto di punto da 0,50 a 0,25% dell'indice di rifinanziamento della Banca Centrale Europea: "I tassi rimarranno stabili o bassi ancora a lungo". Alemeno fino a quando ripartirà l'economia. Ma non è così semplice.
Inoltre, per alcuni economisti ascoltati anche dalla sottoscritta e anche per molti bancari di lungo corso un tasso basso e una inflazione bassa non facilitano affatto la ripresa dell'economia. E nemmeno la ripresa del mercato dei mutui.
Se un tempo c'era l'interesse a prendere un mutuo a 30 anni a tasso fisso magari al 5-6 o 7% con inflazione in crescita cosìcchè dopo i primi 10-15 anni la rata diventava leggera quasi evanescente, oggi non è così. Anche perché l'inflazione può anche sembrare bassa, ma le spese per la casa lievitano. A me è appena arrivata una tegola, un conguaglio che riassume più di un anno di spese condominiali. Che si fa? Se non la paghi ti mandano anche la lettera dell'avvocato con altro denaro da spendere. E non finisce qua. L'IMU si pagherà o no? E la TARSU o altri nomi simili? In altre parole, mantere una casa è sempre più caro. E poi c'è l'incognita lavoro. Un tempo si pensava di stare in una azienda per tutta la vita. Adesso non più: dalla sera alla mattina anche moglie e marito che stavano bene si trovano sul lastrico, con i genitori anziani e pensionati costretti a dar fondo ai risparmi. E che dire poi delle spese sanitarie in crescita esponenziale? In altre parole, non bastano gli annunci, non bastano le idee creative dei banchieri centrali. Occorre una politica che sappia venire incontro a tutti, sottolineo tutti, i problemi della famiglia. Il tasso basso non serve se manca il lavoro, l'inflazione bassa non è reale se poi aumentano spese indispensabili alla vita quotidiana. Senza poi dimenticare che una impresa non si può mettere in piedi senza finanziamenti se pur minimi e le banche in questo fanno orecchie da mercante. Non è un caso se poi quando si va a chiedere 10.000 euro (diecimilaeuro) per una azienda che ne fattura da anni oltre 300mila ti chiedono di ipotecare la casa.

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