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martedì 25 febbraio 2014

Che bello tornare in filiale!

Eccola qui. Da oggi questa è la banca %%% OSSERVATORIO FINANZIARIO %%% 



Questa intervista mi ha spinto a vincere la mia pigrizia e a tornare in filiale, anche solo per cambiare la chiavetta, il token che genera password usa e getta. E mi è piaciuto. Soprattutto riuscire  a parlare con qualcuno che mi dava tanti consigli e pareva avere molto tempo per me anche se non lo avevo mai visto prima, era giovanissimo e preparato. Ho chiesto qualche sconticino sui costi, magari anche qualche dritta di investimento e ho ricevuto risposte cortesi. E anche uno sconto sul bonifico. Ma la cosa che mi piace è l'ambiente. Ci si trova molto bene, genera tranquillità. Molto bene.

Peccato non avere denaro da investire.

Ma per chi ce l'ha oggi la banca offre ambienti in cui è molto facile discutere, incontrare persone, farsi venire qualche idea nuova, magari per i figli che non trovano lavoro.

Come ripeto da sempre, le banche NON sono tutte uguali, NON sono dispensatrici di balzelli e basta. Ma ovviamente non bisogna mai calare l'attenzione, questo mai. E sempre prepararsi molto bene. Senza perdere la bussola, senza partire con il dente avvelentato per partito preso, senza farsi trascinare da la fobia della banca. Questo assurdo scatenamento contro le banche che leggo qua e là è controproducente, spinge all'appiattimento e non alla competizione. Per cui al contrario molto bene se si premianoi prodotti e i servizi migliori. Ma ovviamente nella massima trasparenza.

venerdì 7 febbraio 2014

Inflazione ai minimi? Bisogna dire la verità

Come sostenevo già da alcuni mesi il tasso d'inflazione condiviso non è reale. Una inflazione così bassa forse fa piacere a qualche centro studi e calma gli animi dei Tedeschi ancora impauriti dalle tragedie del pre guerra Mondiale, ma la realtà è un'altra. Io constato che i prezzi aumentano soprattutto se si tratta di beni di consumo come gli alimentari senza poi parlare della benzina, dei pedaggi e senza parlare delle tasse. In altre parole case e cibo costano sempre di più.
Cosa costa meno? Non certo la casa: gli affitti sono ancora alti, le case costano caro. Le occasioni fioccano certamente nei tribunali e per chi ha molto denaro, chi specula, ma non per chi ha bisogno di una casa. Per non parlare di quanto costano i lavori di ristrutturazione. Vi dicevo tempo addietro di quella signora che decise di fare da sè e di non affidare a una impresa la ristrutturazione dell'appartamento scoprendo che risparmiava anche fino al 90% su ogni cosa. Ebbene mi sono arrivate altre segnalazioni di fai-da-te, spinte dalla crisi.
E poi l'inflazione così bassa crea molti problemi ai mutui: un tempo la casa con inflazione alta valeva sempre di più, il mutuo sottoscritto con il tempo diventava leggero, oggi riamane pesante. Ad allegerirlo, ma solo per i variabili, ci pensa il tasso BCE rispasto alle soglie dello zero totale (ricordate quando lo annunciavo nel 2008 in TV e mi scrivevano che ero pazza? Avevo ragionem no?).
Forse Draghi lo porterà alle soglie dello zero a marzo. Chissà.
Ma l'inflazione bassa immersa nella crisi del lavoro non è una buona cosa a lungo andare.
Ciò che sconcerta sono le ricettine degli econmisti che sembrano vivere in torri d'avorio. Ma dove vivono questi? Vedono la fatica di trovare e mantenere il lavoro? Ci sono famiglie dove improvvisamente si passa da una situazione economica florida alla povertà. Bastano pochi giorni e pochi flash: il marito perde il lavoro e va in depressione. La moglie non ce la fa a reggere le spese delle vita precedente. I figli si ribellano. Scoppia il caos.
Mi arrivano mail di persone che non sanno più a che santo votarsi: hanno sottoscritto fino a tre prestiti con finanziarie e per pagare debiti di debiti. Adesso non trovano più una via di uscita. Ho proposto ad alcuni di provare con una specie di colletta virtuale che una nuova banca francese sta proponendo. Un crowfunding per privati, chissà se funzionerà. Intanto le banche rirpopongono i mutui. Vale la pena richiederli, sfidando la fortuna, avendo fiducia nel futuro, che il lavoro rimarrà stabile nonostante tutto. Vale la pena.