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sabato 7 giugno 2014

Perché il 50 per cento non basta

Non so chi siano effettivamente i clienti soddisfatti di un mutuo al 50%. Di fatto i numeri parlano ancora una volta nei primi 6 mesi dell'anno - nonostante un po' di ripresa delle promozioni - del flop nel comparto prestiti ipotecari per acquisto casa. Chi dice un meno 10%, chi ancora meno. L'erogato è davvero un flebile rigagnolo in tempi di magra. Tanto che il rilancio adesso avviene citando un bell'80% nella pubblicità. E a quanto mi risulta nel prossimo futuro sarà proprio questa la parola magica per scegliere il miglior mutuo.

Non a caso la percentuale di prestito in base al valore della casa (LTV o Loan To Value) sarà lo spartiacque per scegliere il prodotto migliore, un punto di osservazione da Of sempre tenuto ben presente. Non a caso abbiamo premuato anche quest'anno i prodotti Intesa Sanpaolo, unico istituto che eroga anche il 90-95%, soprattutto alle giovani coppie.

Questo il primo punto. Il secondo è l'indice di rifinanziamento della Banca Centrale Europea che oggi è al suo ulteriore minimo storico (0,15%) mentre c'è chi dice che forse l'Euribor potrebbe anche risalire. Attenzione quindi alle offerte di variabile BCE che sul lungo periodo (15-20 anni) potrebbe essere un valido sostituto del fisso.

Terzo e ultimo punto: attenzione allo spread usato come specchio perle allodole. Nel passato qualche banca è stata multata proprio per l'uso scorretto di questo valore. E in filiale mi sono sentita ripetere non il tasso finito per propormi un mutuo, ma lo spread indicato come "tasso fisso" quando era invece lo spread di un mutuo variabile.

Le parole hanno un peso. Soprattutto se si tratta di soldi, tanti soldi. I miei. I vostri.


1 commento:

Francesca Tedeschi Di Dario ha detto...

http://www.osservatoriofinanziario.it/of/newslarge.asp?id=1662