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lunedì 2 novembre 2015

Chi ha una seconda casa è davvero ricco?

Sarebbe interessante un faccia a faccia tra il nostro presidente del consiglio Renzi e il noto economista Piketty (leggi qui una mia recensione al suo libro “Capital in the Twenty-First Century”). Il primo che sostiene - da quanto scrivono - che la seconda casa non è necessariamente un segnale di ricchezza e il secondo che spiega che la middle class sta impoverendosi sempre più. Il fatto è che sta tornando la voglia di acquistare casa, anche facendo leva su mutui con tassi azzerati o quasi. Of oggi pubblica un articolo su come e dove acquistare in montagna proprio perché ci si rende conto che tutto sommato il mattone regge sul lungo periodo più di ogni altro investimento. E poi serve: la popolazione invecchia e quando si è finalmente liberi di andare dove si vuole, spesso una casa in montagna è più desiderabile di quella in città. C'è sempre poi la possibilità di rivednderla, ma attenzione: solo se la località è molto nota e attrezzata. Andando a Courmayer mi sono accorta inoltre che è il Comune a vendere oggi appezzamenti di ogni genere e metratura per far cassa e quindi si può anche approfittare di questa opportunità, che deriva, purtroppo, da una difficile situazione economica di moltissimi comuni montani. 

mercoledì 16 settembre 2015

Mercato immobiliare | La mia casa non vale un mutuo

C'è chi parla di una ripresa  (leggi qui in Le News di Of di oggi), e c'è anche chi parla di "anno ponte", di prezzi in discesa: il mercato immobiliare, in altre parole, non vede rosa nemmeno nel 2016. Eppure anche la forte immigrazione dovrebbe far ripensare al problema dell'abitazione e dei servizi. E del mutuo? Con prezzi oscillanti e in alcune zone anche in forte calo, e con un mercato del lavoro sempre più precario - nonostante la Job Act - le banche sono iper prudenti, tanto che nemmeno la casa è oggi garanzia per un mutuo. Lo ha detto a Of-Osservatorio finanziario Luca Dondi, Consigliere Delegato di Nomisma. 
Insieme a lui, Of Ha intervistato Mario Breglia, fondatore e presidente di Scenari ImmobiliariLuigi Sada, AD di Tecnocasa FranchisingMarco Speretta, AD di Tree Real Estate e COO di Gabetti Property Solutions

Leggi il Magazine dedicato al mercato immobiliare del prossimo anno.


martedì 7 luglio 2015

mutuo spread tasso costo

Il titolo è provocatorio. Invece di un senso compiuto un insieme di parole cercate in google.com trends, il nuovo vocabolario moderno dove le parole hanno un senso grafico in base a quante ricerche sono fatte. Perché ho voluto fare questo gesto: perché in effetti, il metodo di google può essere efficace per capire qualcosa sul mutuo casa oggi. Primo: mutuo e tasso sono due termini che vanno insieme, sono intrecciati come due rametti di edera o di una vite. Mentre spread ha un andamento con grandi salite e altrettanto rapide discese, segno che suscita interesse solo per brevi periodi, e più che interesse direi che provoca preoccupazione. Il costo è una voce in rapida crescita. Perché anche se si nega, l'inflazione c'è ed è spinta dal tanti fattori, basta leggere il prezzo delle albicocche, frutto di stagione, al super mercato: dovrebbero costare meno di un euro al chilo costano più di 3. A Milano. Ebbene, cosa c'entra con il mutuo. C'entra. Vuol dire che i tassi sono ancora bassi perché la BCE ha azzerato i suoi di riferimento, ma non è detto che, soprattutto dopo il caso Grecia, questa manna continui a piovere dal cielo. Si badi bene, una manna soprattutto per chi il mutuo ce l'ha variabile e per le banche. Ma è una manna che cade anche per chi vuole rinegoziarlo il suo mutuo, magari chiuderlo in anticipo sui tempi oppure al contrario posticipando la data della fine del debito per vivere con minore angoscia il presente (Leggi qui In OfNews.it) 

Ma i costi, al contrario, aumentano. E quindi a volte bisogna fare attenzione se si vuole "surrogare" un prestito a capire bene quanto costi effettivamente. E lo spread? Intanto chiariamo subito che un conto è lo spread applicato a un mutuo e un conto lo "SPREAD" di cui si legge e si sente parlare adesso ancora una volta in toni allarmistici: lo spread BTP italiani e Bund tedeschi risale, c'è la speculazione post Grecia. Questo è un male per le banche soprattutto e per il debito italiano.

Ma state tranquilli, lo spread con la s minuscola, quello che è nient'altro che la maggiorazione, il guadagno della banca sul tasso d'interesse europeo, Euribor per il variabile e IRS per il fisso, è in calo e anzi calerà ancora. Proprio perché in previsione invece la BCE sarà costretta a fa risalire il tasso per mantenere la Grecia e non solo quella nazione. Tasso BCE più alto anche se di poco significa mutuo variabile più caro. Quindi, ancora una volta, se si negozia per un mutuo prima casa meglio un fisso oppure mutui interessanti che oggi partono variabili e già fissano un tasso con IRS per il futuro.

giovedì 4 giugno 2015

Tassi europei al palo? Sì forse, ma...

Chi ha un mutuo a tasso variabile può continuare a dormire sonni tranquilli, chi ha sottoscritto un mutuo con rata fissa e tasso e durata variabili ancora di più. Ma chi deve sottoscrivere un mutuo oggi e per un periodo lungo, almeno 15 anni, cosa deve fare? Ecco che si presenta la consueta domanda. A cui rispondo con tre punti fermi: primo, pensa non al tasso ma a quanto guadagni, guadagnerai e quanto soprattutto spendi e spenderai. Si parte da questo. Secondo: i tassi dovrebbero rimanere come l'inflazione bassi (sono in pratica azzerati) ancora per almeno un anno, ma dalla metà del 2016 potrebbero risalire anche in fretta, ovviamente se  non avverranno grandi cambiamenti, fino a quota 1,5%. Attenzione, quindi, allo spread applicato dalla banca. Leggi un esperto (Gabetti) qui.
Terzo e ultimo punto fermo: scegli bene il tuo partner, la banca di riferimento, non solo in base al tasso, ma anche in base ad altri prodotti e servizi, soprattutto il conto e il deposito remunerato, i prodotti di risparmio eccetera, oltre a servizi utili per la vita quotidiana come le carte di pagamento. Per le migliori offerte delle carte prepagate, ad esempio, consulta il nostro Data Base Prodotti Bancari da questa pagina. 

giovedì 7 maggio 2015

3 NO: al prestito per la vacanza, al prestito vitalizio e (perfino) al mutuo

Le famiglie italiane sono prudenti, anzi prudentissime. Risparmiano, fanno i conti e dicono NO. Le proposte di prestiti per le vacanze (leggi qui in OfNews) ad esempio sono anche interessanti, solo che di fatto non interessano perché se i soldi non li hai la vacanza la fai in altro modo oppure ci rinunci e stop. Lo stesso per il NO al prestito vitalizio, troppo caro. Meglio stringere la cinghia o chiedere prestiti ad amici e parenti o pagare a rate, come ormai si fa comunemente anche per le spese condominiali. I tassi così bassi potrebbero essere una opportunità per chi presta denaro, ma di fatto in un momento di forte crisi e soprattutto di abitudine alla crisi, la gente dice NO e basta. Perfino il mutuo, anche se la domanda sembra essere ripartita, di fatto non è più quello duna volta. E quindi serve altro per venderlo (leggi qua).

mercoledì 15 aprile 2015

Il mutuo da solo non si vende. Perché?

Vi ricordate il mutuo con il frigorifero? E poi quello con la TV? Oggi ci sono mutui con l'assicurazione auto in regalo oppure mutui che ti pagano la bolletta (ma solo con il fornitore scelto dalla banca). Insomma, sembra proprio che il mutuo da solo non si venda. Anche se ha uno spread e di conseguenza un tasso più basso. Of ha titolato "La battaglia dei prezzi" che è appena iniziata il report Of-MigliorMutuo 2015 (premio ambito vinto ancora da Intesa Sanpaolo) e in effetti probabilmente aldilà del cadeau quello che cerca un cliente è proprio un prodotto semplice e low cost, senza orpelli, clausole complesse eccetera. Mentre al contrario la banca vorrebbe utilizzarlo per vendere qualcos'altro perché in sé rende poco. Ma sarà proprio così? Davvero un mutuo rende poco? No, alla banca rende sicuramente perché porta nuovi clienti e oggi anche clienti piuttosto danarosi visto che i mutuo all'80% è praticamente una chimera e preferibilmente si deve mettere sul banco la metà e anche di più del valore della casa che si vuole acquistare. Il problema per chi acquista oggi è quindi avere risparmi sufficienti. La famiglia guida ancora una volta il mercato della casa. Se la famiglia ha risparmi o.k..Altrimenti è molto difficile ottenere un prestito. E allora come fare?
1. Attendere che la nonna muoia
Questa è una delle risposte più frequenti. Purtroppo per i giovani le nonne campano molto più a lungo del previsto, anche oltre i 90 anni. Il che significa che la nuova famiglia è costretta spesso a non creare un vero nucleo famigliare. I due vivono a casa delle rispettive famiglie di origine, oppure in affitto, non hanno figli, sono in attesa.
2. Ristrutturare la casa di famiglia
La villetta ma anche l'appartamento si divide in due o in tre, si sta tutti insieme ma in modo indipendente. Ristrutturare costa e quindi a volte un prestito maxi serve per pagare questa possibilità.
3. Vivere nella seconda casa
In montagna, o al mare o in collina, quasi tutte le famiglie negli anni Settanta hanno acquistato una casetta per le vacanze, che rimane vuota, costa di tasse e mantenimento. Meglio utilizzarla, tanto si lavora anche da casa oggi oppure ci sono mezzi di trasporto più comodi di un tempo (purtroppo non ovunque).

Se avete altre idee fatemele avere al mio email franted@gmail.com.